Il generale Conte è pronto al Risiko della Premier League

Il generale Conte è pronto al Risiko della Premier League

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L’ufficialità campeggiava nel pomeriggio di ieri sulla pagina Twitter del Chelsea, mentre l’account Instagram dei londinesi mostrava il nuovo allenatore con la mano volta al cielo a ringraziare i tifosi: Antonio Conte è il nuovo allenatore del Chelsea, telenovela conclusa con grande gioia da parte dei tifosi e degli addetti ai lavori britannici, ben contenti di poter vedere da vicino i metodi di lavoro di uno dei top coach a livello mondiale. Archiviata la polemica sull’annuncio dell’addio precedente alla fine del rapporto lavorativo, dopo aver elogiato Guardiola e il sistema tedesco salvo poi criticare quando succede in casa nostra, l’attuale commissario tecnico della nazionale italiana è pronto a chiudere in bellezza la sua esperienza con il campionato Europeo per poi tuffarsi a capofitto nella nuova avventura.

EAT GRASS I giocatori devono mangiare l’erba, è questo il mantra contiano che ha già conquistato stampa e tifo d’Oltremanica: il salentino ha sempre preteso il massimo dai suoi calciatori. Un generale come lui non può tollerare lo scoramento visto in questa stagione da parte di alcuni uomini dei Blues, Eden Hazard in testa, spesso accusati di riversare scarso impegno sul campo da gioco. La squadra di Conte avrà bisogno di un leader emotivo, di uno che come Vidal “mi porterei anche in guerra”, perché come spiegato nella nota massima anglosassone di Churchill “gli italiani giocano le partite di calcio come guerre”. L’uomo perfetto per essere il leader morale del Chelsea Conte ce l’ha già in casa: parliamo di Diego Costa, centravanti spagnolo in rotta con l’ambiente inglese, uno abituato a trasformare ogni partita in un Vietnam, il perfetto cholista. Intensità, grinta (a volte anche eccessive) e notevole bagaglio tecnico fanno di lui il prototipo di attaccante contiano: non bisogna farsi trarre d’inganno dalla faccia da duro e dai tackle affondati, Diego Costa è prima di tutto un attaccante dal piede niente male. Manca un tassello a centrocampo per sostenere Fabregas e Matic che probabilmente arriverà dal mercato: il bersaglio è un giocatore capace di fare le due fasi. Il sogno è Paul Pogba, la cui valutazione è praticamente fuori mercato, l’obiettivo più concreto può essere Radja Nainggolan, guerriero della Roma che lo stesso allenatore salentino ha corteggiato a più riprese negli anni alla Juventus.

WINNER WRITES “Chi vince scrive, chi arriva secondo ha fatto un buon campionato ma non ha fatto la storia”. Antonio Conte sa che non sarà facile prendere le redini di un club che viene da un’annata disastrosa (l’ha già fatto con la Juventus, ma le aspettative erano decisamente minori), ma soprattutto sa che il suo retaggio è la vittoria: se arriverà secondo giocando bene per lui, e non solo per lui, sarà una sconfitta. Per questo gli servono giocatori che sanno come si fa a vincere, il cuore pulsante della squadra. Alla Juventus questo era costituito dai Campioni del Mondo Buffon, Barzagli e Pirlo e, in tempi più recenti, da Carlos Tevez. Sicuramente Conte non farà a meno di Fabregas ma anche di Pedro, giocatore molto intelligente tatticamente che, se indottrinato nella giusta maniera, potrà fare le fortune del mister salentino. Contestualmente a questo discorso difficile la partenza di Ivanovic, uno dei pochi reduci dal trionfo in Champions League con Di Matteo.

TALEBANO DEL 4-2-4 L’allenatore salentino era approdato in bianconero con la nomea di talebano del 4-2-4, salvo poi dimostrare di saper lavorare egregiamente con il materiale umano messo a sua disposizione, disarmando chi lo accusava di integralismo. Con la Juventus ha giocato prima col 4-3-3 e poi col 3-5-2 in modo da valutare le qualità di Pirlo e Vidal, con la nazionale ha provato molte soluzioni, ultima delle quali il 3-4-3 che ha ben figurato a corrente alternata nelle ultime uscite. E’ evidente dunque che il modulo dipenderà fortemente dal materiale umano a disposizione.

chelsea conteNella rosa attuale del Chelsea possiamo assumere a punti cardine, come precedentemente accennato, giocatori: Courtois, Ivanovic (che la stampa inglese da lontano dai Blues, ma è difficile che Conte voglia privarsene facilmente), Fabregas, Hazard, Costa. Da integrare anche il giovane Kenedy che sta rendendo piuttosto bene da terzino nella gestione Hiddink, in caso di difesa a tre uomini intriga il ritorno di Cuadrado, pallino dell’allenatore già alla Juventus, e la presenza del giovane Zouma, stopper fisico. Da sottolineare come Ivanovic sarebbe il perfetto mezzo destro in una difesa a tre di stampo contiano: bravissimo in fase difensiva, carismatico, coraggioso quando c’è da proporsi, piede per niente ruvido. In un ipotetico 3-5-2 sarebbero due i ruoli totalmente scoperti: quello di regista difensivo e quello di mezzala destra, lacune possibili da colmare nel calciomercato estivo.

Da non sottovalutare il fatto che un tale schieramento avrebbe ripercussioni negative in fase di mercato, ritrovandosi a dover piazzare la batteria di trequartisti e mezzepunte che rimarrebbero poco più che comprimari: parliamo di Willian, Oscar, Remy, assumendo Pedro e Bertrand Traoré a prime riserve della coppia di attaccanti. Il calciomercato è ancora lontano ed il ventaglio di nomi causati da spifferi veri o presunti si allargherà a dismisura culminando in un’ordalia di calciatori pronti a vestire la maglia del Chelsea: prima di poter capire in che direzione si muoverà la squadra di Conte nel Risiko della prossima Premier League bisognerà seguire le prime mosse del generale salentino, che dovrà tenere d’occhio le mosse delle pedine Red Devils di Mourinho e di quelle Sky Blue di Guardiola in quella che si prospetta essere una delle edizioni più mediaticamente spettacolari nella storia del calcio britannico.