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Wes Morgan

Wes Morgan si confessa dopo il gol decisivo dell’ultima giornata: partito da un quartiere difficile, è arrivato a fare il calciatore e…il tatuatore.

Con il suo gol decisivo per l’1-0 che ha permesso l’allungo in classifica in Premier League del suo Leicester, Wes Morgan è diventato il protagonista assoluto della settimana per la squadra di Ranieri: il difensore inglese naturalizzato giamaicano e facente quindi parte della Nazionale di calcio della Giamaica, ormai quasi una bandiera per il club e capitano del team, ha segnato il suo primo gol in stagione al momento giusto: ora il Leicester è a + 7 sul secondo posto.

Lo stesso Morgan, in un’intervista riportata da La Gazzetta Dello Sport, si confessa riguardo il suo voler fare il calciatore e anche su questioni differenti, come l’essere cresciuto in un quartiere difficile nella zona di Nottingham: “Non sapevo neppure io che cosa volessi fare da grande. Il ragioniere, forse. Chissà. Ma dopo due anni ne avevo le scatole piene. Avevo il calcio nel sangue e per tenermi allenato avevo giocato in un piccolo club, il Dunkirk, nella Midland League. Il calcio mi ha anche aiutato ad evitare guai seri. Diversi amici del mio quartiere sono finiti in prigione per omicidi o rapine. Il confine tra legalità e illegalità in certi contesti è molto labile. A 17 anni sostenni un altro provino, al Nottingham, e andò bene. Mi presero”.

Oltre a fare il calciatore di mestiere, Morgan gestisce anche un negozio di tatuaggi: “Ho sempre avuto la passione per queste cose. Ci sono tatuaggi che sono veri capolavori e alcuni campioni, Beckham su tutti, hanno sulla loro pelle vere opere d’arte”. A quanto sembra, peraltro, molti giocatori e colleghi del Leicester sarebbe appunto suoi clienti per quanto concerne l’attività parallela del calciatore. Morgan, dunque, potrebbe raggiungere un sogno vincendo quest’anno la Premier League: al Leicester bastano quattro vittorie per accaparrarsi il campionato. Vedremo se il sogno di Ranieri potrà continuare a viaggiare verso la realtà.

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