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Torino FC v HJK Helsinki - UEFA Europa League

Dopo una carriera di alti e bassi, oggi Amauri si gode le vacanze con la sua famiglia. L’attaccante italo-brasiliano, infatti, a gennaio ha risolto il contratto che lo legava al Torino. La sua lunga carriera nei club italiani lo porta comunque a seguire e a monitorare la Serie A, magari per trovare una nuova sistemazione per l’anno prossimo. Intervistato da Tuttomercatoweb.com, Amauri ha parlato del campionato italiano e non solo.

Il primo pensiero, ovviamente, è stato subito rivolto alla sua vecchia e cara Palermo, che ad inizio carriera gli dette la possibilità di mettersi in mostra, e alla salvezza dei rosanero: “Non mi aspettavo tutti questi cambi, è una sorpresa in negativo. Credo che con l’organico costruito il Palermo potesse arrivare ad una salvezza tranquilla: ma questo è il calcio italiano, difficilissimo ed imprevedibile. Mi dispiace molto per loro ma mancano ancora sei partite e ci sono grosse speranze di salvezza, niente è perduto“, sono le parole del centravanti in esclusiva ai nostri microfoni”.

Il periodo passato in Sicilia è stato uno dei migliori per l’attaccante ex Torino, che a quei tempi si giocava anche la possibilità di conquistarsi una maglia in nazionale. Proprio quella nazionale che a giugno si giocherà gli Europei in Francia, e sulla quale Amauri crede molto: “Hanno un allenatore cattivo, che ha tanta tanta fame di vincere. Conte l’ho avuto alla Juve, anche se per pochissimo tempo, però ho conosciuto un tecnico con grande personalità e quello conta tanto. I giocatori tra l’altro lo seguono tantissimo e le amichevoli non contano, non hanno mai contato per l’Italia. Io vedo una grande Nazionale, con giocatori importanti, se la può giocare a viso aperto con le grandi d’Europa“.

Infine, il futuro. L’ex attaccante di Palermo e Juventus, dopo l’esperienza granata, si è preso un periodo di relax con la famiglia, ma ammette che si vedrebbe bene a giocare in America: “Dopo la rescissione col Torino mi sono preso un periodo di vacanza, di relax, anche per me stesso, per godermi la famiglia dopo tanti anni di traslochi a destra e sinistra. Ora vediamo cosa capiterà, è tutto ancora da scrivere. Non ho preclusioni di alcun tipo: mi ha sempre attirato fare una esperienza negli Stati Uniti ma in Italia sono cresciuto, i miei figli sono nati tutti qui, sono cresciuti qui, stiamo bene, siamo italiani, vedremo cosa accadrà”.

Di Federico Pagano

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