SHARE

eto'o

Una vicenda intricata, illustrata in un’affollata conferenza stampa convocata per l’occasione per cercare di fare luce sull’antipatica diatriba che vede protagonisti Samuel Eto’o e la Sampdoria del presidente Massimo Ferrero, ultimo club italiano dell’ex attaccante di Inter e Barcellona.

Il nocciolo della questione sarebbe tuttavia legato al nome di Fabrice Olinga, giovanissimo attaccante classe ’96 ex Malaga (con cui a 16 e 98 giorni è diventato nel 2012 il più giovane marcatore della storia della Liga), segnalato al club doriano proprio da Eto’o su espressa richiesta del presidente al momento del suo arrivo a Genova. Ed è qui che cominciano i problemi, proprio secondo il fuoriclasse africano e il suo manager, presente all’incontro tenutosi presso l’Hotel Melia di Milano. “Il 27 gennaio 2015 il calciatore firma un contratto fino al 2020, con trasferimento gratuito e indennizzo all’Everton di 100 mila euro se la Sampdoria si qualifica per le coppe europee. Ferrero gli chiede due cose: fare un film sulla sua carriera e portare dal Camerun il giocatore più bravo. E Samuel gli fa subito il nome di Olinga, un 19enne, con cui aveva già giocato in nazionale. La Sampdoria invita il giocatore per fare uno stage, dopo due giorni convince tutti, inizia la trattativa coi ciprioti dell’Apollon che detenevano il cartellino e in pochi giorni si conclude. Sulla cifra richiesta, la Sampdoria è in difficoltà e chiede aiuto a Eto’o. Lui fa un gesto da gran galantuomo, rinuncia in parte al suo stipendio per riuscire a tesserare il calciatore. Lo fa in buona fede per i buoni rapporti con l’avvocato Romei. Il giocatore viene mandato in Romania perché la Samp non aveva il posto libero da extracomunitario, ma rimane fermo quattro mesi per vari problemi di tesseramento, non percepisce lo stipendio. La Sampdoria firma un documento in cui promette il rimborso degli stipendi non pagati”.

Su espressa richiesta dell’entourage di Eto’o, Olinga viene convocato nel ritiro estivo di Pinzolo, allenandosi a parte prima di essere “abbandonato lì senza spiegazioni e la società ci dice che non lo vuole più”. A nulla servono le continue richieste di chiarimenti verso la società blucerchiata, finchè il 31 agosto Olinga viene ceduto in Belgio al Mouscron, in attesa che la Samp riesca a liberare il posto da extracomunitario per riuscire a tesserarlo. Si arriva così ad oggi quando, stufo della situazione venutasi a creare, l’attuale giocatore dell’Antalyaspor ha voluto render noti i motivi del contendere nei confronti del suo ex club. “Sarei rimasto alla Sampdoria – ha dichiarato Eto’o parlando in francese per non essere frainteso- non è vero che volevo andarmene io. Ero molto contento di giocare alla Sampdoria, in quel magnifico stadio, ma questa illusione è andata via giorno dopo giorno. A Bogliasco avevo trovato un bell’ambiente, discreto, dove potevo fare le mie cose. Ero contento. Non so perchè Olinga non ha giocato, sono valutazioni tecniche, a volte gioca chi ha meno qualità. Ho sempre creduto al presidente Ferrero e ci credo ancora, voglio che lui risolva la situazione, specialmente per la grande squadra che è la Sampdoria. E spero che queste cose non accadano mai più nel calcio”.

SHARE