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Il raddoppio di Klose. Fonte- Account ufficiale SSLazio
Il raddoppio di Klose. Fonte- Account ufficiale SSLazio
Il raddoppio di Klose. Fonte- Account ufficiale SSLazio

Inzaghi rispolvera Klose e il tedesco regala la vittoria ai biancocelesti

Via Pioli, dentro Inzaghi, la ricetta per la rinascita laziale non è stata poi così originale eppure si sa bene che solitamente il primo a pagare per gli sbagli di una squadra è il tecnico. Così come probabilmente non è stata poi così originale la formazione schierata dal neo-allenatore in quel di Palermo, sfida delicata fra due formazioni piuttosto allo sbando. Eppure in quel 4-3-3 ormai consolidato da un paio di stagioni partivano titolari due dei giocatori più acclamati dalla tifoseria, ma spesso lasciati in panchina fino al match di ieri sera. Keita e Klose infatti sono partiti titolari e non a caso sono stati i due giocatori più incisivi del match, in particolar modo il tedesco. La leggenda di origini polacche non ha semplicemente portato 3 punti nella capitale, ma in 78 minuti giocati ad altissimi livelli ha coronato la sua prestazione con due reti ed un assist, niente male per un”vecchietto” di 37 anni. Nonostante il Palermo in piena lotta per la retrocessione non rappresenti un test abbastanza valido per giudicare già il breve lavoro della nuova guida tecnica, sta di fatto che il numero 11 biancoceleste ha avuto la possibilità di dimostrare ancora una volta tutto il suo valore e la sua grinta, senza mai una parola fuori posto.

Il “panzer” infatti non ha mai commentato la discontinuità con cui Pioli lo schierava in campo questa stagione, vedendogli preferiti Djordjevic e Matri costantemente bocciati nel campionato di Serie A (con leggeri miglioramenti in Europa League). Il tedesco ha collezionato sì 20 presenze, ma spesso subentrando dalla panchina o venendo quasi sempre sostituito, avendo quindi un minutaggio inferiore ai due compagni di reparto. Nonostante ciò, e con la doppietta messa a segno contro i rosanero, Klose ha raggiunto Matri a quota 4 reti in campionato, il doppio delle due sole marcature del serbo. Dati forse superficiali e piuttosto banali, ma pur sempre significativi e che gridano “vendetta” contro la gestione del campione teutonico, forse giunto all’ultima stagione in biancoceleste. Miroslav torna quindi in aiuto della Lazio proprio nel peggior momento, strappando un sorriso quantomeno al nuovo tecnico. Tutto il carisma e la leadership del numero 11, insieme al gran carattere del capitano Lucas Biglia, sostengono quindi una formazione più fragile che mai e che ha bisogno di piccole, ma importanti certezze. Non per il futuro però, perché Klose, giunto al suo ultimo anno di contratto, è ormai intenzionato ad abbandonare la Capitale, per tornare o in Germania o per volare negli States, seguendo il percorso di altre leggende come Del Piero o Kakà. Una maglia, quella biancoceleste, che ha dato tanto ad una bandiera praticamente scaricata ai tempi dal Bayern Monaco, ma che a volte risulta troppo stretta per un uomo che annovera un palmarés e dei record individuali da brividi, nonché una Coppa del Mondo vinta solo due anni fa.