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maxi lopez

Discusso dai suoi tifosi e sbeffeggiato da buona parte di quelli avversari, Maxi Lopez si conferma giocatore da Toro, salvando la squadra di Ventura.

Per mezza Italia del pallone è semplicemente “quello fatto cornuto da Icardi”, il più classico dei giocatori da Toro, ma per i tifosi granata è stato una manna dal cielo, aria fresca sulla faccia dopo che le nubi attorno alla squadra di Giampiero Ventura cominciavano a farsi minacciose. L’infortunio occorso a Ciro Immobile nel corso del discusso derby con la Juventus, aveva infatti privato l’attacco granata del suo giocatore migliore, tornato quello scintillante di due stagioni fa dopo l’anno e mezzo passato tra Borussia Dortmund e Siviglia; nessuno poteva immaginare che, due partite più tardi, sarebbe stato proprio Maxi Lopez a tirare definitivamente fuori dai guai il Torino, con altrettante prestazioni “maxi” formato, condite da assist e gol decisivi ma soprattutto grazie allo spirito degno della gloriosa tradizione granata.

Temperamento da leader, dopo i tanti passaggi a vuoto in carriera che l’hanno visto suo malgrado protagonista anche in questo campionato, cominciato con ben altre aspettative nel ruolo di titolare al fianco di Quagliarella, coppia temibile che avrebbe dovuto fare da chioccia al giovane nuovo arrivato Belotti. Sono bastate tuttavia poche giornate per capire che, anche quest’anno, la Galina, sarebbe probabilmente stato in realtà il solito giocatore, capace di grandi exploit e rovinose cadute; tra la fine di settembre e l’intero mese di ottobre ha vissuto il suo momento di gloria (3 gol, un assist e 5 gare su 6 dal 1′), prima di eclissarsi nel lungo inverno che a un certo punto sembrava poterlo condurre anche via da Torino. Sopravvissuto quasi per inerzia alla rivoluzione offensiva di gennaio (con Quagliarella e Amauri che hanno fatto spazio al ritorno di Immobile), Maxi Lopez è riapparso nel derby di ritorno, segnando tra l’altro un gol regolare e non convalidato che avrebbe potuto arricchire con un’altra perla lo score delle ultime giornate. Il resto, è storia recente: a San Siro, la casa del nemico, ha cambiato la partita nel secondo tempo e ieri ha firmato la salvezza del Toro, mettendo a referto il quarto centro stagionale in 25 apparizioni per un totale di 1067′ giocati. Prendere o lasciare, Maxi Lopez è fatto così, ma quando tutto gira per il verso giusto, sa ancora fare la differenza. Alla sua maniera, rivendicando a caldo lo stesso spazio che Ventura non gli aveva concesso quando evidentemente non era in forma e si allenava poco e male. “Nei momenti di tranquillità non mi consideravano neanche, ma quando siamo stati davvero in difficoltà sono stato subito interpellato. Sono contento e soddisfatto delle mie ultime partite e dei miei gol: anche perché sono arrivati pur senza continuità. E posso assicurare che questo fattore conta molto sul rendimento di un giocatore. Io parlo con i fatti, e mi sembra che mi stiano dando ragione”. Personalità anziché banalità nelle sue esternazioni, le stesse che il presidente Cairo ha bollato così: “Se era ingrassato non è colpa né mia, né di Ventura. Ci doveva pensare prima di mangiare qualche spaghetto di troppo”.

Senza pace e eternamente instabile così come tutta la sua carriera, eppure ancora sulla cresta dell’onda; ecco perché risulta davvero impossibile non amare questo genere di giocatori, soprattutto dopo che per mezza Italia sei soltanto uno con le corna e per i tifosi del Torino un idolo.