Diritti Tv: “cartello” ufficiale, multe per Sky, Mediaset ed Infront

Claudio Cafarelli
14/04/2016

Diritti Tv: “cartello” ufficiale, multe per Sky, Mediaset ed Infront

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Un autentico “cartello” che ora è stato reso ufficiale. L’Antitrust sanziona Sky, Mediaset (per circa 30 milioni), l’advisor Infront e la Lega Calcio per aver “alterato il confronto concorrenziale in sede di partecipazione alla gara (…) evitando il dispiegarsi di dinamiche concorrenziali fra gli operatori attivi sul mercato e ostacolando l’ingresso di potenziali nuovi operatori. In sostanza la Lega, che doveva aggiudicare con l’ausilio di Infront, e i due principali concorrenti, hanno concordato un esito della stessa diverso da quello risultante dalle offerte, in modo da garantire la ripartizione del mercato tra i due operatori storici, evitando l’estromissione di uno di questi (Rti Mediaset Premium) e precludendo l’ingresso di nuovi operatori sia nell’immediato (Eurosport) sia in futuro. Il tutto senza neanche quei vantaggi per i consumatori che erano stati prospettati”.

Le due emittenti televisive avevano quindi creato un autentico “cartello” per spartirsi i diritti tv della serie A per il triennio 2015-2018. La sanzione comminata – scrive La Repubblica – si aggirerebbe intorno al 10 per cento del volume dei ricavi generati dai diritti tv. A quanto pare, il collegio ha discusso parecchio prima di arrivare alla sentenza. Le posizioni non erano univoche: c’era infatti chi riteneva Sky e Mediaset i “principali protagonisti” del cartello e chi invece indovinava in Infront e nella Lega i soggetti detentori di una posizione dominante. Solo leggendo la sentenza si capirà quale impostazione è stata seguita. L’inchiesta dell’antitrust era stata avviata dopo che Repubblica aveva pubblicato una intercettazione di Lotito in cui il presidente della Lazio, parlando con un dirigente sportivo, si vantava di “aver messo d’accordo Berlusconi e Murdoch”. Alcuni mesi dopo, sul caso, anche la procura di Milano ha aperto una inchiesta. L’aspetto di questa vicenda relativo al “cartello” non finirà comunque di certo con la decisione dell’Antitrust. Tutte le parti in causa, infastidite per la “fuga di notizie”, annunciano infatti sin da ora l’intenzione di ricorrere al Tar.