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Quinta sconfitta stagionale, seconda consecutiva in trasferta dopo il tonfo di Udine e la sensazione netta di un calo fisico ed emotivo. La parola fine sulla corsa scudetto si è fatta sentire, ha privato il Napoli di energie fisiche e nervose, ha spento l’entusiasmo di una squadra apparsa depressa, senza mordente, delusa per il tricolore sognato e svanito. L’Inter, forte di una difesa granitica che ha lasciato le briciole a Gabbiadini e soci, si trova ora nella condizione di poter puntare al terzo posto, distante tre punti in attesa del risultato di Atalanta-Roma. Il successo ottenuto col Napoli, ampiamente meritato, trova buone ragioni nei numeri, di marca esclusivamente nerazzurra.

Inter-Napoli

I padroni di casa, dopo aver realizzato la rete del vantaggio in 4’, hanno lasciato il pallino del gioco nelle mani degli avversari, senza mai rinunciare al pressing alto che di fatto ha impedito al Napoli di ragionare e di verticalizzare. Il giro palla dei partenopei, sterile e soporifero, non ha prodotto occasioni, si si escludono un paio di tentativi da fuori disinnescati da Handanovic. Il Napoli ha centrato lo specchio con Hamsik e Allan (primo tempo) mentre si è sciolto definitivamente nella ripresa. L’Inter, dal canto suo, ha impensierito Reina in quattro circostanze, andando a segno due volte. La concretezza, dà inizio anno presentata come punto di forza della compagine nerazzurra, ha prevalso sulla stucchevole e monocorde interpretazione del match di matrice “sarriana”.

Ha giocato un ruolo determinante la fisicità dei meneghini che hanno distribuito calci e calcioni, rimediano quattro ammonizioni e due possibili rossi (Murillo e Kondogbia) abbonati da un’imbarazzante Rocchi. L’Inter ha organizzato la sua partita perfetta sfoderando (per quelle che sono le sue caratteristiche tecniche e fisiche) la miglior prestazione stagionale. Il Napoli è rimasto fermo ad una esibizione estetica, senza mai entrare in area di rigore (zero conclusioni dall’interno del perimetro). L’Inter si è affidata con profitto ai lanci lunghi (18) con Icardi sempre in anticipo su Albiol e Koulibaly mentre gli azzurri, complice il pressing degli avversari, hanno sbagliato tantissimo nel fraseggio (46 passaggi sbagliati). Tra i pochi a salvarsi Hamsik, primo tra gli ospiti per chilometri percorsi (11.626) e unisco ispiratore dell’asfittica manovra partenopea, priva di spunti interessanti. L’assenza di Higuain ha pesato come un macigno ed è parsa in una certa misura determinante vista la prestazione di Gabbiadini, mai in partita.

L’Inter è ripartita spesso in contropiede da sinistra, con un Perisic imprendibile per Hysaj. Undici gli attacchi portati dalla corsia mancina, appena tre quelli nati sul versante opposto. La grande prestazione dei fluidificanti nerazzurri, ha impedito a Insigne e Callejon di mettersi in mostra, tanto che il Napoli è stato costretto, contrariamente alle statistiche registrate da inizio campionato, a provare con insistenza lo sfondamento per vie centrali (15) trovando sulla sua strada Murillo e Miranda in stato di grazia. L’mvp nerazzurro è Marcelo Brozovic, assoluto dominatore a centrocampo: un gol, un assist, quattro azioni di attacco e tre cross in 95’ di grande qualità.

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