Shaqiri: “Mancini non mi dava fiducia, calcio italiano difensivo”

Shaqiri: “Mancini non mi dava fiducia, calcio italiano difensivo”

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Xherdan Shaqiri torna a parlare del suo periodo negativo all’Inter e non è la prima volta che lancia frecciata alla squadra nerazzurra, a Roberto Mancini e al calcio italiano in generale. Attualmente, il trequartista veste la maglia dello Stoke City in Premier League.

Il fantasioso calciatore svizzero evidenzia le profonde differenze tra il calcio inglese e quello italiano, affermando: “Ho impiegato un sacco di tempo per ambientarmi e adattarmi allo stile del calcio inglese. Il campionato è fisico e c’è grande potenza. Devo correre in avanti e tornare indietro, specialmente in fase difensiva”. E qui arriva lo stoccata al calcio italiano: “In Inghilterra anche se vinci 2-0, devi fare attenzione a non perdere per 3-2, mentre in Italia se ti trovi 1-0 a dieci minuti dalla fine, all’80% hai vinto la partita”. Sulle sue difficoltà riguardanti l’ambientamento con il calcio italiano, Shaqiri afferma: “E’ un campionato troppo diverso dagli altri ma non mi aspettavo che fosse così diverso dagli altri in cui ho giocato”. Lo svizzero parla del suo rapporto speciale in campo con un altro ex nerazzurro, seppur in un periodo ben diverso da quello in cui ha giocato lui, e cioè Arnautovic con cui forma la coppia d’attacco allo Stoke City: “Avevamo bisogno di qualche partita per conoscerci bene ma in molte partite abbiamo fatto davvero bene e in futuro faremo ancora meglio. Siamo grandi amici anche al di fuori dal campo infatti passiamo tanto tempo insieme”.

La chiusura è dedicata al suo grande “nemico”, e cioè l’allenatore nerazzurro Roberto Mancini e lo fa paragonandolo in maniera impietosa al suo attuale mister, Mark Hughes: “Per fare qualcosa di speciale in campo ho bisogno di avere la testa sgombra ed è quello che mi permette di fare il mio attuale allenatore. Ma se l’allenatore mi dà compiti particolari e mi dice “Xherdan, devi fare così” per me è difficile giocare tranquillo e allora tutto diventa più complicato. Un allenatore deve cercare di trasmettere fiducia al giocatore”.