Moratti amarcord: “Scoprii Cordoba grazie a Lippi”

Moratti amarcord: “Scoprii Cordoba grazie a Lippi”

Ivan Ramiro Cordoba, Colombia - Fonte account Twitter ufficiale Cordoba
Ivan Ramiro Cordoba, Colombia – Fonte account Twitter ufficiale Cordoba

Iván Ramiro Córdoba Sepúlveda, più semplicemente Ivan Cordoba, ma per tutti i tifosi della “beneamata” sarà sempre e soltanto “Caffé Colombia”. Per lui parla il pedigree: 455 presenze con addosso la maglia nerazzurra, un amore forte che lo ha legato indissolubilmente a Milano e a Massimo Moratti, il Presidente della sua Inter. Proprio l’imprenditore milanese oggi, in occasione della presentazione del libro ‘Combattere da uomo’ firmato da Cordoba, ha voluto ripercorre la storia di quella scoperta datata 1999.

AMARCORD CORDOBA Questo il ricordo dell’ormai ex numero uno dell’Inter Massimo Moratti sulla scoperta del difensore colombiano: “Arrivò questa cassetta, l’indicazione era di Marcello Lippi che all’epoca era nostro allenatore. Al di là delle caratteristiche che poi tutti abbiamo imparato ad apprezzare, ossia la forza, l’elasticità, la grinta, la velocità, quello che mi colpì nella visione fu la forte personalità. Nonostante giocasse in un club argentino come il San Lorenzo, lui, che era colombiano, aveva gli incarichi di maggior spessore, tirava le punizioni, calciava i rigori. Questo ci metteva nelle condizioni di fidarci di lui. La corsa al terzo posto? Ci credo, spero che i giocatori ci possano arrivare. Poi Mancini in Inghilterra ha vinto un campionato all’ultimo secondo, con noi all’ultima partita contro il Parma, ho l’impressione che possa fare una tale impresa. Se Ranieri può vincere il titolo con il Leicester? Speriamo, penso che tutti in Italia stiano tifando per lui. Credo che Thohir stia portando avanti le sue cose per mettere in condizione l’Inter di essere competitiva. Se io posso tornare protagonista nell’Inter? È difficile perché diventa un’ombra costantemente sui piedi. Se dicessi una cosa del genere metterei in difficoltà chi c’è adesso. È bene che loro facciano il loro progetto. Se supervisionerò sempre la società? Come amico, senza dubbio. Totti? Non ci si può mettere nei panni degli altri quando c’è una situazione che non si conosce. Io sono tifosissimo di Totti, nel senso che ho piacere nel vederlo giocare, però so che anche Spalletti è una persona molto intelligente. Se lo avrei voluto all’Inter? L’ho anche chiesto tanti anni fa. Non è andata bene ma lo avevo trattato”. (fonte fcinternews.it)

Replica poi il diretto interessato, parlando di uno dei momenti più neri della nostra Serie A come Calciopoli: “In quel momento, agli inizi, noi cercavamo di fare tutto al massimo, ma qualche forza strana non ci lasciava andare più in là. Poi abbiamo saputo qual era questa forza – spiega Cordoba – Quell’anima che ha portato avanti la squadra derivava anche da sconfitte molto pesanti. Le gioie che abbiamo avuto dopo non sarebbero mai state così belle senza momenti difficili. Quando abbiamo vinto la coppa forse abbiamo festeggiato un po’ esageratamente, ma per noi era come vincere una Champions. Da lì è cominciato tutto. Il calcio è agonismo, sudore, a volte sangue. E’ così, lo devi vivere, non è possibile che nessuno ti possa toccare: allora vai a giocare con le bambole! Mi è capitato di dirlo a Totti, a Inzaghi. Grandi campioni, ma mia hanno fatto arrabbiare tantissimo”. (fonte goal.com)

Stefano Mastini