Roma, Baldini: “Ero sicuro delle potenzialità della squadra, reparto difensivo di qualità”

Roma, Baldini: “Ero sicuro delle potenzialità della squadra, reparto difensivo di qualità”

Dzeko esulta dopo lo 0-2 contro la Lazio - FOTO: account Twitter AS Roma
Dzeko esulta dopo lo 0-2 contro la Lazio – FOTO: account Twitter AS Roma

L’arrivo di Luciano Spalletti sulla panchina dell’A.S. Roma ha portato non pochi stravolgimenti e cambiamenti. Infatti il tecnico toscano ha fin da subito imposto la sua figura con grande leadership, andando inevitabilmente a scontrarsi con alcuni giocatori come ad esempio capitan Totti. Ma il segreto della grande forma dei giallorossi risiede anche nel collaboratore tecnico (o “vice” che dir si voglia) Daniele Baldini, a sua volta ex allenatore di Empoli e Lucchese.

Il numero due dei capitolini ha raccontato di sé e del suo lavoro attuale durante l’AS Roma Match Report, partendo dal perché della svolta della sua carriera, avvenuta nel 2005: ” E’ stata una mia scelta quella di fare il secondo. Si tratta di un ruolo in cui riesci ad apprezzare tutto da una prospettiva di retroguardia. Hai senza dubbio minor pressione nell’esercitare la professione, non avendo la responsabilità diretta nelle scelte. Si vive più a lungo e più serenamente.”

Roma, poi Zenit ed infine il ritorno nell’Urbe: questo il viaggio di andata e ritorno di Baldini che commenta la grande forma portata fin da subito col cambio di Spalletti: “Dall’inizio, dal primo giorno, abbiamo provato ad alzare l’intensità su tutto ciò che la squadra faceva: motivazione, partecipazione e attenzione. Eravamo sicuri che questo gruppo avesse potenzialità per fare meglio e non ci sbagliavamo. La cosa bella e importante è stata avere la disponibilità totale dei ragazzi, così è stato più semplice rialzare la testa “.

Poi un focus sul reparto difensivo, migliorato anch’esso sotto molti punti di vista, ma a quanto pare ancora migliorabile: “E’ un reparto molto forte, assolutamente da Roma.Tra i migliori in circolazione, senza dubbio alcuno, ma con possibilità di crescere ancora. Il primo concetto da trasferire ai ragazzi era quello di inculcare a tutti un unico pensiero. Una linea difensiva è forte se sa muoversi in modo armonico. Ci siamo riusciti, grazie alla loro disponibilità nell’ascoltare i consigli e le indicazioni. Sono calciatori di spessore, giovani, ma con voglia di imparare. E possono migliorare, soprattutto sulla consapevolezza “. Infine una sottolineatura su Florenzi: “E’ stato scelto per giocare in quella posizione più che altro per esigenze del momento. Si è trattato di un adattamento, che ha però dato buoni frutti “.