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Francesco Totti, Roma - Fonte account Twitter ufficiale Francesco Totti
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Francesco Totti, Roma – Fonte account Twitter ufficiale Francesco Totti

Una doppietta d’amore. La notte magica di Totti e la sua Roma anche grazie a Spalletti

“Mai mettersi contro il campione, perché il campione non muore mai”, lo sa bene l’eterno Francesco Totti che ieri in pochi minuti si è ripreso lo scettro della Roma abbattendo le resistenze di un pimpante Torino. Una serata magica, diamantata come apostrofato da Luciano Spalletti al termine del match, che riapre la discussione sull’utilità del numero dieci e su quanto possa essere decisivo il suo contributo nonostante i 39 anni (40 a settembre).

La doppietta di ieri sera è stata dipinta da tutti come la risposta del campione all’allenatore toscano, una sfida nella sfida che rischia di inasprire ancora di più un ambiente che vive su un equilibrio delicatissimo. Tra Totti e Spalletti c’è la Roma da difendere e lo stesso allenatore ha sempre detto di volere il bene della sua squadra, di dover badare al gruppo e di essere stato chiamato per dare poche ma fondamentali regole per gestire uno spogliatoio che, dopo Rudi Garcia, sembrava non avesse più gli stimoli giusti. Fin dai primi giorni si è parlato della convivenza con Totti, della necessità da parte di Spalletti di trovare una soluzione che potesse essere utile alla Roma ma nel frattempo i giallorossi sono riusciti comunque ad inanellare una serie di vittorie utili a recuperare il gap dalle prime e permetterle di conquistare un terzo posto che le consentirà l’accesso ai preliminari della prossima Champions League. Contemporaneamente la grana Totti ha continuato ad essere l’argomento dominante del dibattito giallorosso, un punto interrogativo al quale la proprietà americana non ha mai voluto dare risposta e che Spalletti, lasciato incredibilmente solo, ha cercato di gestire nel migliore dei modi, ponendo il gruppo come priorità. Un impiego centellinato, spezzoni di partita che hanno smosso Francesco Totti, accesso dentro di lui il fuoco della competizione e il desiderio di rivalsa come ammesso dallo stesso Spalletti nel post Roma-Torino “mai visto allenarsi così, nemmeno sette-otto anni fa”. E se così facendo l’allenatore toscano avesse realmente trovato una soluzione al problema? Totti potrebbe diventare a tutti gli effetti il nuovo Altafini così come auspicato per Del Piero nell’ultima annata alla Juventus. La carta da lanciare quando la squadra in difficoltà, la variabile impazzita da proporre per dare una scossa alla squadra e all’ambiente, la carica di spinta emotiva per ribaltare un risultato, il sorso d’acqua in pieno deserto. Proprio come ieri sera.

Totti e la Roma è una lunga storia d’amore che non avrà mai fine, la speranza di tutti è che il campione giallorosso accetti un ruolo da leader silenzioso pronto a gettare il cuore oltre l’ostacolo in frammenti di partita, come un jolly devastante in grado di cambiare le sorti del match. Del resto i fuoriclasse si vedono nel momento del bisogno. E allora ecco perché dare totale fiducia a Spalletti, anche lui innamorato della Lupa, e continuare a vivere ancora notti magiche come quella vissuta ieri “Ho sempre detto che sono felice se Totti fa quello che lo rende felice”.

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