Juventus, scudetto ad un passo. Cosa manca per l’Europa?

Juventus, scudetto ad un passo. Cosa manca per l’Europa?

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La Juventus è praticamente ad un passo dalla conquista del quinto scudetto consecutivo. Alla formazione bianconera in teoria manca un solo punto, ma se il Napoli non dovesse uscire vincitore dal confronto contro la Roma all’Olimpico, la squadra di Allegri festeggerà il tricolore oggi pomeriggio, comodamente seduta in poltrona.

In ogni caso, la conquista dello scudetto è ormai solo una formalità per i bianconeri, che hanno vissuto una stagione molto particolare. Turbolenta sin dall’estate, con diversi cambi dovuti al mercato, con pezzi da novanta andati via e tanti nuovi arrivi, la Juventus ha faticato non poco a trovare il bandolo della matassa e ha iniziato come peggio non si poteva. A fine ottobre, tutti la davano già tagliata fuori dalla lotta per il titolo, addirittura qualcuno parlava di fine ciclo e vedeva come difficile il raggiungimento del terzo posto. La svolta è arrivata con l’ennesima sconfitta: 10/a giornata, 1-0 Sassuolo al “Mapei Stadium” con una prestazione deludente, molle, l’ennesima di un inizio campionato da incubo. Ma come tutte le grandi squadre, da una sconfitta arriva la svolta: tre giorni dopo, nel derby con il Torino, ancora una volta la Juventus non offre una prestazione eccezionale ma riesce a vincere, grazie alla spaccata di Cuadrado proprio sul gong. Da quel momento la musica cambia, con i bianconeri che diventano un rullo schiacciasassi capace di infilare 24 vittorie nelle ultime 25 partite (solo il Bologna è riuscito nell’impresa di strappare un punto ai bianconeri). Un gioco fluido, un attacco che segna, e soprattutto una difesa quasi impenetrabile.

La riscossa dei bianconeri è partita da Buffon, che dopo il match di Reggio Emilia aveva usato parole forti anche contro alcuni suoi compagni. L’estremo difensore azzurro è stato capace di spazzare via il record di imbattibilità di Sebastiano Rossi che durava da tanti anni e diverse volte si è reso protagonista di autentici miracoli, non ultimo il rigore di ieri neutralizzato a Kalinic. A lui vanno aggiunti altri senatori della difesa come Bonucci e Barzagli, capaci di far maturare Rugani, un pò trascurato nella prima parte di stagione ma divenuto punto fermo nella seconda. A centrocampo, dopo un inizio difficile appesantito anche dalla maglia numero 10, è salito in cattedra Pogba, che ha vissuto la miglior stagione della sua giovane ma luminosa carriera con tanti gol e numerosi assist. Accanto a lui, da non sottovalutare il prezioso apporto di Khedira, che quando è stato in buone condizioni fisiche ha fatto la differenza in mezzo al campo. Poi c’è l’attacco: Dybala era arrivato in punta di piedi, ma poi Allegri gli ha dato fiducia e lui è esploso a suon di gol, Mandzukic non segna molto ma è utilissimo per il suo gioco di squadra ed è diventato un idolo dei tifosi, Morata ha vissuto un calo evidente ma ora sembra essere tornato a buoni livelli. Infine, c’è Zaza capace di segnare il gol che ha rappresentato la seconda svolta stagionale, e cioè quello della sfida scudetto contro il Napoli: l’attaccante lucano si è sempre fatto trovare pronto nelle poche occasioni in cui è stato chiamato in causa.

Nella prossima stagione, l’asticella, è inevitabile, si alzerà: la Juventus deve puntare alla Champions League, che mai come quest’anno ha dimostrato di poter conquistare. L’eliminazione con il Bayern Monaco brucia ancora, considerando il modo in cui è arrivata, ma se non altro ha dato grande consapevolezza alla squadra. Con un paio di innesti importanti, probabilmente un difensore e qualcuno in mezzo al campo, la Juventus potrà davvero dire la sua nella principale competizione europea. Ma tutto parte da una premessa: i big vanno tenuti e non vanno venduti alle concorrenti in campo europeo, la dirigenza dovrà fare uno sforzo, resistere agli assalti di mercato e rinunciare ad offerte folli. Solo così, i tifosi bianconeri potranno sperare che l’anno prossimo lo strapotere bianconero travalichi i confini nazionali.