MotoGP Jerez, le pagelle: Rossi diabolico, Marquez ragioniere

MotoGP Jerez, le pagelle: Rossi diabolico, Marquez ragioniere

Rossi

A Jerez de la Frontera, teatro del gran premio di Spagna di MotoGp, Valentino Rossi ha colto il primo successo del 2016, battendo i rivali spagnoli sul loro circuito di casa. Ecco le pagelle del Gp di Spagna.

 

VALENTINO ROSSI VOTO 10 – Il Dottore è tornato. Lo ha fatto a modo suo, in grande stile, andando a vincere in casa del “nemico” al termine di un week end di gara semplicemente perfetto. Da Assen 2015 Rossi non scattava dalla pole position, conquistata sabato con un giro strepitoso che ha lasciato di stucco la concorrenza. La gara è stata un capolavoro tattico che ha fatto saltare i nervi a Jorge Lorenzo: partenza perfetta e primi due giri a contenere le sfuriate del compagno di box. Poi, lento e inesorabile, Rossi ha costruito il suo distacco martellando su tempi che gli avversari non riuscivano a replicare con costanza. Una vittoria “alla Lorenzo”, che lo porta a -10 dal record di vittorie di Giacomo Agostini.

JORGE LORENZO VOTO 6 – Chiudere secondo non è esattamente un insuccesso, ma viste le modalità con cui il campione del mondo in carica ha chiuso sul secondo gradino del podio, la sufficienza striminzita è d’obbligo. Non al 100% durante tutto il week end, checchè ne dica lo spagnolo, la notizia del passaggio in Ducati qualche effetto – negativo – sembra averlo sortito. La paga presa da Rossi ha fatto male, malissimo. Lo dimostrano le dichiarazioni da 2 in pagella dopo la corsa. I problemi alle gomme li hanno avuti anche gli avversari, azzardare un “Avrei ripreso Valentino e avrei vinto con distacco” suona un po’ di rosicata. La sensazione che il vento in casa Yamaha sia cambiato dopo la sua firma con Ducati c’è, sarà dura convincerci.

MARC MARQUEZ VOTO 7 – Da lui sul piano della velocità ci si aspetta sempre il massimo. Non andrà più a genio a molti dopo il finale della passata stagione, ma lo spagnolo della Honda resta un fuoriclasse assoluto e vederlo chiudere terzo a 7 secondi dal vincitore giustificherebbe un voto insufficiente. Va premiata tuttavia la lucidità con cui il 93 ha gestito la corsa e, sopratutto, la sua esuberanza. Le musate sull’asfalto dello scorso anno sono servite, non è un caso che in vetta alla classifica mondiale ci sia lui, che ha vinto due corse ma soprattutto ha visto la bandiera a scacchi 4 volte su 4. Per combattere contro una moto superiore – la Yamaha – e contro altri  due fenomeni – Lorenzo e Rossi – i dettagli sono fondamentali. Marquez l’ha capito.

DANI PEDROSA VOTO 5 – Discorso opposto per il veterano del team Repsol. La moto di questa stagione proprio non gli va a genio, lo dimostra che anche sul circuito storicamente a lui più favorevole, chiude fuori dal podio e con dieci secondi di ritardo. Il distacco dal compagno di squadra non è poi così elevato, ma vedere Dani così giù di tono è un colpo al cuore di tutti gli appassionati.

ANDREA DOVIZIOSO VOTO 6 – Questa volta a tradirlo è stata la sua Ducati, tanto elogiata dal forlivese in questo avvio di stagione. Un problema meccanico che lo ha estromesso dalla corsa per la terza volta di fila, anche se il rimpianto è minore rispetto alle precedenti vista la scarsa competitività dimostrata dalla moto di Borgo Panigale sul circuito di Jerez. Ancora una volta la migliore delle Ducati in pista, finchè c’è stato. Fa rabbia però sapere che tanta sfortuna in meno il primo degli inseguitori di Marquez sarebbe lui.

ANDREA IANNONE VOTO 6 – Vale lo stesso discorso fatto per Marquez. Sembra aver capito che quando la moto non va, l’importante è finire la gara e portare a casa punti importanti, che di questi tempi non è poi così scontato vista la iella che attanaglia moto e centauri italiani. I primi 4 gran premi di stagione lo vedono però costantemente dietro al compagno di squadra, con Lorenzo già sicuro del posto il prossimo anno urge darsi una svegliata

ALEIX ESPARAGARO VOTO 8 – Con la Ducati in difficoltà, la terza forza in pista è la Suzuki. Al quinto posto però finisce il buon Aleix che, zitto zitto, quatto quatto, mette dietro il compagno di squadra tanto coccolato da tutto l’ambiente. Tutti a guardare Viñales, lui batte un colpo e dimostra che non è lì per caso, nonostante madre natura sia stata più generosa con il compagno di squadra in quanto a talento puro.

MAVERICK VIÑALES VOTO 5.5 – Per chi aspira a diventare pilota ufficiale di una Honda o di una Yamaha, il minimo sindacale è chiudere con costanza davanti al compagno di squadra durante gli anni di apprendistato. Aleix Espargaro gli rifila oltre due secondi e lo tiene nel mirino in classifica mondiale. Il talento di Maverick non si discute, neanche per ridere, ma quando il pensiero è rivolto al futuro è difficile dare il massimo nel presente. A differenza di Lorenzo, lui nel futuro ha solo la testa, se vuole metterci un contratto deve darsi una mossa.

EUGENE LAVERTY VOTO 7 – Ottimo il nono posto del nordirlandese alla guida della Ducati dello scorso anno. Regola in volata un Barbera in grande forma e porta a casa punti importanti in una giornata complicata per la Ducati, soprattutto per quelle ufficiali.

POL ESPARGARO VOTO 7 – Premio alla costanza. Nel rocambolesco avvio di stagione il più giovane dei fratelli Espargaro non ha guizzi, non lo si vede mai, ma sembra aver rubato la regolarità al compagno di box Smith. Sempre a punti, sempre in top 10, ridi e scherza è quinto nel mondiale a 4 punti da Pedrosa.