Rizzoli: “Costruiti castelli in base a due fotografie”

Rizzoli: “Costruiti castelli in base a due fotografie”

Nicola Rizzoli arbitro
Nicola Rizzoli arbitro

Nicola Rizzoli, arbitro italiano, è intervenuto questa mattina ai microfoni di “Radio Anch’io Sport” su Radio 1 Rai. Ecco le sue dichiarazioni:

PAROLA – “Penso che quel giorno arriverà presto. È nelle mire del nostro presidente e forse l’anno prossimo ci sarà una prima prova, magari solo per qualche partita, per cercare di avviare un dialogo post partita. Vediamo se ci sarà predisposizione ad ascoltarci, se questo avverrà con intelligenza magari si potrà davvero dare una svolta, anche se parlare dopo alcune partite delicate e dove la risonanza del tifo e mediatica è più forte diventa difficile”.

BONUCCI – “Credo se ne sia parlato troppo, non è qualcosa che possa avermi demoralizzato o coinvolto più di tanto. E’ vero che l’arbitro non deve farsi avvicinare dai giocatori, ma non si possono costruire dei castelli in base a due fotografie. Se uno guarda i video credo che si renda conto che non c’è niente, nessun contatto. Non vorrei se ne parlasse più di quanto ci fosse bisogno, sarebbe molto più semplice guardare un video anziché utilizzare una foto”.

KEITA – “E’ venuto a chiedermi spiegazioni, in uno stadio non si sente sempre bene. Bonucci è stato ammonito, lui mi ha chiesto una cosa in maniera civile, anche se è vero che bisogna mantenere la distanza e il rispetto dei ruoli”.

MOVIOLA – “Amo poco il termine moviola, il termine tecnologia è filosoficamente diverso come pensiero e va meglio. Un arbitro si trova a competere con 20-30 telecamere, è una competizione impari e non possiamo non essere screditati in alcune decisioni, quindi è giusto fare qualche passo verso questa direzione. Se questa moviola sarà utilizzata in maniera intelligente e se non verrà snaturato il gioco sarà utile, ma se ci deve essere un minuto o più di sospensione per vedere le immagini il calcio verrebbe snaturato. Bisognerà utilizzare la tecnologia con intelligenza, in casi particolari e critici, dove in pochi secondi le immagini possono chiarire tutto. È importante l’oggettività, non la soggettività, l’obiettivo è stabilire in poco tempo la verità del campo, se si va a snaturare il gioco del calcio allora diventa un problema”.

GABI – “Probabilmente con l’ausilio della tecnologia in pochi secondi si sarebbe arrivati ad una più esatta valutazione. A volte non si possono cogliere tutti gli elementi in modo oggettivo. Al raduno dell’Uefa ho parlato col mio collega spagnolo e lui mi ha detto che la polemica è andata avanti un giorno e poi stop, anche se il giornale catalano ha esasperato la cosa in modo ancora eclatante. Si parla del 93′, noi abbiamo fatto partita positiva fino al 93′ e per quell’episodio la conduzione del match è stata giudicata negativa. Ma in quella situazione gli elementi di valutazione erano diversi, a cominciare dai piedi fuori dell’area”.