Le squadre di calcio più odiate d’Europa: c’è un’italiana

Le squadre di calcio più odiate d’Europa: c’è un’italiana

Il mondo del calcio pullula di squadre e di calciatori idolatrati dalle masse, ma esistono anche società che fanno scalpore per l’odio che suscitano nei tifosi avversari. I motivi sono tra i più disparati: dalla violenza di alcune frange del proprio tifo al coinvolgimento dei club in scandali e loschi affari, passando per reminiscenze storiche legate a questo o quel regime. In Europa il calcio è molto spesso qualcosa più di un semplice sport, è qualcosa penetrato talmente in profondità nel tessuto sociale di ogni paese che, volente o nolente, porta a generare amore e odio esasperati. Ecco la classifica delle squadre di calcio più odiate d’Europa.

Squadre più odiate: la classifica

La top 10 delle squadre più odiate d’Europa è aperta dalla Dinamo Mosca, un chiaro esempio di come il contesto storico-politico abbia intaccato pesantemente la reputazione di una società di calcio. Il regime comunista è finito da un pezzo, ma in Russia nessuno dimentica il forte legame della Dinamo con la Čeka, la polizia segreta del regime il cui capo, Lavrentij Berija, è probabilmente una delle figure ricordate con maggiore rancore dal popolo russo. A distanza di anni, la Dinamo Mosca è una delle squadre meno seguite del paese. Alla posizione numero nove troviamo le due squadre simbolo del calcio Scozzese. A Glasgow, come in tutto il paese, dettano legge Celtic e Rangers. Non a caso il leggendario derby della città è soprannominato “Old Firm”, la “Vecchia ditta”, ovvero la fabbrica di calcio del paese, che monopolizza trofei ed attenzione da decenni. Facile intuire che nel resto del paese l’avversione nei confronti delle due big sia profonda. L’ultimo a strappare un titolo alle squadre della capitale? Un certo Sir Alex Ferguson, alla guida dell’Aberdeen. Che i soldi non facciano la felicità di chi li possiede, è tutto da dimostrare. Che suscitino invidie e antipatie da parte di chi non li ha, invece, è appurato. E’ il caso del Red Bull Lipsia, ultima di una serie di società acquistate dal celebre marchio austriaco. A far infuriare i tifosi tedeschi, più che il denaro immesso dalla compagnia che per ora non preoccupa dal punto di vista sportivo, è la decisione da parte dell’azienda di modificare nome, colori sociali e simbolo di ogni squadra di proprietà. Quando si parla di ex Unione Sovietica, i perchè dell’odio nei confronti di una squadra di calcio è presto spiegato. Anche in Polonia l’influenza sovietica ha dato i medesimi frutti: il Legia Varsavia, 10 titoli vinti, è mal visto dal popolo polacco per i suoi legami con l’esercito. Fondata in tempo di guerra, divenne la squadra dell’esercito polacco prima e di quello sovietico poi, durante la dominazione. In aggiunta, “vanta” i tifosi tra i più violenti del paese.

Leeds_United-Galatasaray_match_in_20_April_2000

Chi non ha mai sentito parlare del “Maledetto United”? Alla posizione numero 6 delle squadre più odiate c’è Il Leeds United, club inglese che fece ammattire un genio della panchina come Clough per via dell’ambiente particolare che circonda la squadra. Ai tempi di Clough il Leeds era tra le squadre dominanti della massima divisione inglese, ma i modi spesso “poco ortodossi” dei suoi giocatori in campo e la poca propensione al dialogo dei suoi tifosi l’hanno resa di gran lunga la più odiata del paese. Se c’è una squadra che in Inghilterra mette d’accordo tutti, quella è il Leeds.

Juventus unica italiana presente

La top 5 è aperta dall’unica italiana presente nella classifica delle squadre più odiate. Si tratta della Juventus, di gran lunga il club più odiato in Italia. I motivi sono molteplici: innanzitutto il palmares, che vede i bianconeri quasi doppiare le rivali per numero di scudetti vinti. Ma anche l’essere di proprietà di una famiglia potente e il coinvolgimento – vero o presunto – in scandali quali doping e calciopoli, ha contribuito a fomentare l’odio dei tifosi delle altre squadre. Ai piedi del podio si piazza l’Ajax. In Olanda il club della capitale è detestato dai tifosi di tutte le altre squadre per via dei successi sportivi minimamente sfiorati dalle rivali. In patria, ma soprattutto in Europa, l’Ajax ha costruito una vera e propria leggenda del football che l’ha portata a diventare la squadra simbolo del calcio olandese, oscurando i pur ottimi risultati di rivali come il Psv. I tifosi spesso e volentieri non sono all’altezza del blasone della società, motivo in più per guadagnarsi l’odio dei tifosi avversari. Il gradino più basso del podio è occupato dai greci dell’Olympiakos. La grave crisi economica ha messo in ginocchio l’intero paese, calcio compreso. Diverse squadre ritirate dai rispettivi campionati e altre sull’orlo del fallimento, ma non l’Olympiakos, il cui proprietario è uno degli uomini più ricchi e più discussi del paese. Evangelos Marinakis è sotto processo per frode, estorsione e corruzione, oltre ad essere accusato dai tifosi di tutta la Grecia di aver creato un sistema di manipolazione del calcio che ha portato l’Olympiakos a dominare in lungo e in largo senza avere problemi economici. Ecco perchè ogni partita dei campioni di Grecia rischia di essere sospesa per via delle intemperanze dei tifosi avversari.

Da Praga a Zagabria

Al secondo posto il Dukla Praga, squadra della capitale dell’allora Cecoslovacchia fondata nel 1947 e profondamente legata al regime sovietico. In un modo o nell’altro, qualunque calciatore di valore presente in terra cecoslovacca finiva per militare nel Dukla, che di conseguenza dominava la scena nazionale e ben figurava in Europa. Con la fine del regime il Dukla Praga è andato ad un passo dal fallimento per via della cattiva reputazione, ora milita in prima divisione senza brillare. In cima alla classifica delle squadre più odiate c’è la Dinamo Zagabria. Il club della capitale croata è al vertice del campionato da un decennio e vanta una situazone economico-finanziaria che non ha pari in patria. L’opinione dei tifosi avversari tuttavia è che la Dinamo si affidi a metodi poco leciti per rimanere in vetta. Fa discutere infatti il profondo legame con una figura chiave della federazione croata,  Zdravko Mamić, importante dirigente e soprattutto fino a poco tempo fa vicepresidente della Dinamo Zagabria.

 

Mamic