Scudetto Juve, Lippi: “Non ci credevo, Allegri numero uno”

Scudetto Juve, Lippi: “Non ci credevo, Allegri numero uno”

lippi2

Non poteva mancare il parere di Marcello Lippi, leggenda bianconera, sul quinto scudetto consecutivo della Juventus. Intervistato dalla Gazzetta dello Sport, Lippi ha ammesso di non aver più creduto nella rimonta dopo la sconfitta di Sassuolo. Poi i complimenti ad Allegri e Buffon.

SCUDETTO INCREDIBILE – “Questo è lo scudetto di tutti. Come sempre. Non esiste lo scudetto di uno solo, anche se dovesse segnare 30 gol come Higuain. È lo scudetto dei giocatori. È lo scudetto della società che trasmette presupposti psicologici unici. È lo scudetto dei campioni storici, come Buffon, che hanno trasmesso questi valori ai nuovi. Ed è lo scudetto di un allenatore che incarna perfettamente la cultura del calcio italiano: concreto, saggio, sempre sul pezzo. Ha fatto sì che la squadra fosse sempre concentrata e non perdesse mai fiducia, anche quando il rischio c’era. Ci credevo dopo Sassuolo? In tutta onestà, no. Però avevo detto: attenti, prima di dare questa squadra per spacciata. Alla fine ce la ritroveremo a lottare per il titolo, come sempre. È abituata a vincere con grande anticipo e tanti punti di vantaggio. Una volta che si è trovata così sotto, i giocatori si saranno detti: dov’è scritto che non possiamo recuperare? E hanno ripreso più di 20 punti.

I MERITI DI ALLEGRI – “Allegri è stato bravissimo, non bravo. Ha avuto una crescita continua, direi spaventosa, e oggi è il miglior allenatore italiano. Ha tutto quello che ci vuole e non intendo soltanto la competenza tecnico­tattica, che forse è la meno importante. Bravo anche a gestire il turnover, a far sentire tutti importanti e parte di un progetto: gli avvicendamenti non sono stati solo per emergenza. Anche lui ha commesso qualche errore? Altri errori non so, ma su Dybala non credo abbia sbagliato: lo ha gestito alla grande. Quando arriva un giovane così, pur promettente, ci sono passi obbligati per farlo maturare. Allegri gli ha fatto capire come doveva giocare. L’argentino appena sotto Messi e Ronaldo? Mi limito a dire che la sua classe è sopraffina. E che per movenze, situazioni, giocate ricorda Sivori: il che, alla Juve, è un complimento. Un grande giocatore, ma una mano gliel’ha data Allegri. Non l’unico: Morata è cresciuto ancora, Mandzukic ha fatto una grande stagione. Champions unico rammarico? Sì, forse l’unica cosa sbagliata, dal Sassuolo in poi, è stata la partita a Siviglia. Certe situazioni, tipo il gol di Cuadrado nel derby all’ultimo, avevano fatto capire che la ruota era girata in senso giusto. Il rammarico per l’Europa invece resta: la Juve poteva andare lontano”.

IL RICORDO DI “QUEI TRE” – “Una delle spiegazioni della partenza difficile. Senza quei tre, con Khedira e Marchisio infortunati, la Juve s’è trovata con Lemina, Sturaro e Pogba a centrocampo: con tutto il rispetto, non la stessa cosa. Pogba via per 100 milioni? Un giorno l’Avvocato mi disse: ‘Caro Marcello, le do una brutta notizia, dobbiamo vendere Zidane, ma investiremo quei soldi. Pensi intanto a un altro Zidane…’. E io risposi: ‘No, non c’è, cercheremo altro’. Abbiamo preso Buffon, Nedved e Thuram e siamo stati forti lo stesso. Da quanto sento, l’intenzione è tenerlo: sarebbe la dimostrazione di grande forza, anche per puntare decisamente all’Europa. E’ un fenomeno? Pogba è cresciuto tantissimo: l’anno scorso poteva limitarsi a sgambettare in campo, per far vedere quant’è bravo. Quest’anno il ragazzo ha dovuto prendersi responsabilità. All’inizio non era ancora pronto, poi ha acquistato una dimensione enorme. Mi piace come giocatore e come ragazzo, il look, la simpatia. Piace anche ai tifosi delle altre squadre. In testa ha tanti disegni, ma dentro ha anche tante belle cose: credo abbia la testa da grande campione”.

SUPERGIGI – “Ho sempre detto Buffon come Valentino Rossi? Sono due che nella vita, da vent’anni, sanno fare una cosa sola: vincere. E sono campioni della comunicazione, bravi a trasmettere sensazioni positive anche a chi non tifa per loro. Juve vincente per altri cinque anni? In effetti faccio fatica a credere che questa Juventus non continui a vincere. Soprattutto perché, come avevo detto scherzando, ha dato un girone di vantaggio alle altre che non sono state capaci di approfittarne. Non so se succederà ancora. Complimenti ad Allegri? Non ancora, aspettavo l’aritmetica. Adesso è il momento di mandargli un sms”.