Mata ammette: “I calciatori guadagnano troppo, è folle”

Mata ammette: “I calciatori guadagnano troppo, è folle”

juan mata united

Si definisce un “campione normale” e così sembra essere anche dalle sue parole, rilasciate allo show televisivo Salvados. Il centrocampista spagnolo del Manchester United, Juan Mata, ha infatti parlato del mondo del calcio e di tutto il business che circonda questo sport. Parlando degli stipendi dei giocatori, l’ex Chelsea spiega il suo disappunto sugli altissimi salari degli atleti: “Viviamo in una bolla. Rispetto al resto della società noi guadagniamo cifre oscene. È incomprensibile, sono numeri folli rispetto al 99,9% della popolazione. Il paragone vale solo tra compagni di squadra e altri colleghi”.

I troppi soldi che girano grazie agli sponsor e agli accordi televisivi non vanno giù allo spagnolo, amante del calcio più puro, e disposto anche a dimezzarsi lo stipendio: “Io adoro il gioco, amo l’allenamento e la competizione. Mi piacerebbe tagliarmi lo stipendio se ci fosse meno coinvolgimento di imprese in questo sport. Il lato business mi fa pensare che i proprietari siano più importanti dei tifosi”. Il calciatore più pagato attualmente è Lionel Messi, che tra lo sponsor e il contratto con il Barcellona percepisce all’incirca 59 milioni di sterline all’anno. Mata, però, critica anche i giovani ed il loro atteggiamento al loro primo impatto con il calcio che conta. Il centrocampista, infatti, non apprezza il modo in cui si presentano alle telecamere e al pubblico credendosi già campioni. “Ogni giocatore quando si unisce ad un grande club pensa di essere Maradona. Accade a chiunque, ancora di più ai ragazzi. Si pensano rockstar, indossano abiti stravaganti e guidano auto super veloci“.

Un calcio quindi quello attuale che non piace a Juan Mata, un calcio basato sul business e sugli affari, che lascia poco spazio al gioco allo spettacolo. Un calcio in cui tutti pensano al guadagno e non al divertimento. Parole forti quelle del calciatore dei Red Devils, ma sicuramente destinate a cadere nel vuoto