Evra a GdS: “Allegri furbo, vincere alla Juventus è normale”

Evra a GdS: “Allegri furbo, vincere alla Juventus è normale”

Patrice Evra, Juventus - Fonte account Twitter ufficiale Juventus
Patrice Evra, Juventus – Fonte account Twitter ufficiale Juventus

Della Juventus dei record in molti si ricorderanno anche di Patrice Evra, il terzino ex Premier League chiamato in causa spesso e volentieri per via della sua duttilità tattica, diventato da ultimo uno dei pilastri della Vecchia Signora intesa da Max Allegri. E’ stato lui uno degli anziani a guidare il gruppo bianconero nel momento del bisogno, come lui stesso ricordo nell’intervista alla Gazzetta dello Sport dell’edizione odierna:

EVRA MOTIVA I SUOI Questo quanto riportato sulla rosea nell’intervista a Patrice Evra: “Io ho detto ai miei compagni: ‘Secondo voi è normale che stiamo buttando via un campionato? Con tutto il rispetto per la Fiorentina e per l’Inter che in quel momento erano in testa ­ penso che non ci rendiamo conto di ciò che stiamo facendo. Ora basta scuse, basta dire che la maglia è pesante. E’ questione di testa, dobbiamo solo correre e rispettare la maglia. E così è stato. Chi gioca nella Juve lo fa per vincere il campionato. Chi indosserà questa maglia il prossimo anno lo farà per vincere la Champions. Questo è l’obiettivo. Significa guardarsi allo specchio e chiedersi: sei scarso o sei all’altezza? Ora abbiamo fatto solo il nostro lavoro. Non è presunzione, ma vincere lo scudetto qui è una cosa normale“.

Patrice, questo scudetto ha un sapore diverso?
Sì perché tutti all’inizio dicevano che la Juventus era finita. Ancora non abbiamo realizzato quello che abbiamo fatto. Io sono arrivato l’anno scorso e avevo fatto un patto con la società: essere per due volte campione d’Italia. Per me è una grande soddisfazione ma c’è ancora da vincere con la Juve.

Evra, lei ha il contratto in scadenza: rinnova o se ne va?
Non ho ancora preso una decisione. Alla Juve ho fatto due anni speciali, a fine campionato ci incontreremo e poi dirò sì o no. Devo essere onesto con me stesso e con la Juve. Non ci sono problemi, è una decisione che devo prendere io.

Se la sera della sconfitta con il Sassuolo la Juve avesse avuto zero punti sarebbe in testa lo stesso, perché ora ne ha 12 più del Napoli.
Noi siamo una macchina da guerra. Vogliamo vincere tutte le partite, per Allegri adesso conta più la qualità della prestazione rispetto al risultato, perché lui pensa già all’anno prossimo per essere al top in Champions.

La Juve è pronta?
Essere eliminati agli ottavi è stato un peccato, perché quest’anno la squadra sul piano mentale era più pronta di quello precedente per vincere la coppa. La Juve è la più forte d’Europa come organizzazione. I compagni mi hanno detto che due anni fa in coppa c’era insicurezza. Ora la mentalità è cambiata e te ne accorgi nelle grandi sfide: quando affrontiamo squadre come il Bayern leggo negli sguardi dei compagni che siamo la Juve e possiamo vincere con tutti.

Perché lei è sempre stato convinto di vincere lo scudetto?
In questa squadra c’è una qualità enorme. Se ci mettiamo in testa che siamo i più forti d’Europa possiamo diventarlo. Stiamo costruendo qualcosa di solido. L’anno prossimo sarà veramente importante.

Evra, Allegri l’ha sorpresa?
Allegri è un allenatore semplice da capire, non gli piace lavorare con gli stupidi. Lui ti fa vedere la strada, io ho capito veramente con chi avevo a che fare quando abbiamo giocato il ritorno con il Borussia Dortmund. Ci fece vedere una serie di movimenti e tutte le cose che lui ci aveva illustrato le ho riviste sul campo. Per me è stato incredibile, non mi era mai capitato prima con un allenatore.

Nel cambio di mentalità quanto merito ha l’allenatore?
Tanto. Allegri è molto furbo e intelligente, non ha buttato via il lavoro di chi l’ha preceduto, ha mantenuto le basi e ha fatto crescere la squadra. Con lui la Juve è migliorata molto sul piano del possesso palla.

Che cosa hanno di simile lo United e la Juve?
In entrambi i casi devi rispettare la storia del club. Un pareggio qui o allo United è un dramma. Questa è la differenza con le altre: la maglia è pesante. Avete visto che cosa è successo all’inizio? Quando giochi nella Juventus c’è troppa responsabilità. Prima del talento ci vuole personalità.

Stefano Mastini