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I recenti avvenimenti in casa Milan hanno causato un vero e proprio terremoto tra i tifosi. Il clamoroso calo di risultati con l’arrivo della primavera, l’esonero di Mihajlovic e l’arrivo di Brocchi, fino alle prestazioni terribili contro Carpi, Verona e Frosinone che sono valse un punto in due partite e il ritorno del Sassuolo nei pressi del sesto posto. Ma il sesto posto è veramente un obiettivo per il Milan?

La logica vorrebbe che la risposta fosse sì, o forse no. Un altro anno senza competizioni europee sarebbe una sconfitta tremenda per la società Milan, ma il danno sarebbe più d’immagine che economico, almeno nell’immediato. I compensi derivati dalla partecipazione all’Europa League non hanno lo stesso peso di quelli garantiti dalla Champions League, tuttavia un Milan in Europa sarebbe decisamente più appetibile per potenziali compratori (dopo Mr Bee, ora è il turno di una cordata cinese). Ma la realtà è che nel corso delle ultime settimane lo stesso Milan ha fornito più di un motivo per pensare che il sesto posto crei al club del Portello più probelmi che opportunità. In caso di sconfitta in finale di Coppa Italia infatti, il sesto posto costringerebbe i rossoneri a cominciare la stagione con i preliminari di Europa League. Un ulteriore impiccio in un’estate già fitta di impegni, tra Europei, Copa America e Olimpiadi di Rio.

Un preliminare di Europa League costringerebbe la squadra ad ulteriori modifiche alla preparazione, già influenzata dagli impegni con le nazionali, e soprattutto vorrebbe dire rinunciare alle remunerative tournee estive tanto care al club rossonero. In pratica il preliminare scombussolerebbe i pochi piani certi dalle parti di Milanello, minerebbe le uniche certezze presenti in un futuro quanto mai nebuloso dal punto di vista tecnico. A supportare questa tesi ci sono i fatti: il Milan di Mihajlovic, a cavallo tra febbraio e marzo, inanella una serie di risultati utili, nove per la precisione, che lo riporta immediatamente a ridosso di Fiorentina, Inter e Roma. Proprio i viola e i rivali cittadini cadono a San Siro sotto i colpi di un Milan convincente come mai era accaduto nei precedenti mesi di gestione dell’ex Sampdoria, mentre l’ultima Roma di Garcia se la cava con un pari all’Olimpico. Qualcuno arriva addirittura a parlare di Milan ancora in corsa per il terzo posto, effettivamente la matematica diceva questo. Ciliegina sulla torta, la conquista della finale di Coppa Italia dopo 13 anni di digiuno: Mihajlovic si guadagna la possibilità di salvare la stagione e di conseguenza la propria panchina battendo l’Alessandria in semifinale e staccando un pass per la finale di Roma contro la corazzata Juventus dell’ex Max Allegri.

Poi l’inizio della fine. Il 5-0 all’Alessandria è lo spartiacque della stagione milanista. La società in primis, nelle figure di Berlusconi e Galliani, rilascia dichiarazioni a raffica sull’importanza della finale di Coppa Italia, unico vero obiettivo stagionale e soprattutto prima di due possibili chance (ora certe, con la Juventus campione d’Italia in Supercopa ci sarà il Milan) per rimpinguare il bottino di 28 trofei in 30 anni di presidenza Berlusconi. Col passare delle settimane la società Milan corregge il tiro e parla di sesto posto, ma il messaggio è ormai chiaro: vincere la Coppa Italia per entrare in Europa League dalla porta principale, altrimenti molto meglio starne fuori e provare l’ennesima ricostruzione con obiettivo Champions League. La squadra, lo dimostra il campo, recepisce il messaggio e comincia la picchiata: 8 giornate di campionato dopo Milan-Alessandria, la squadra rossonera ha raccolto la miseria di 6 punti su 24 disponibili, frutto di una vittoria, 3 pareggi e 4 sconfitte. Mihajlovic salta al termine della prestazione migliore tra quelle del filotto negativo (sconfitta contro la Juventus) e riceve il benservito, Brocchi viene chiamato in fretta e furia e si immola – è il caso di dirlo – per la causa rossonera per amore dei colori indossati per tanti anni da calciatore.

Senza entrare nel merito dell’esonero frettoloso di Mihajlovic (avesse vinto la Coppa Italia, vai a spiegare ai tifosi che deve andarsene perchè “La squadra gioca male”), è evidente che in casa rossonera l’eventualità dei preliminari di Europa League è vista come un problema e con come un’opportunità. Con questo nessuno vuole insinuare che la squadra si renda appositamente protagonista di certe prestazioni. Per i tanti motivi elencati però, è lecito pensare che abbia staccato la spina – legittimamente – perchè convinta inconsciamente di questo.

 

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