Hecking: “Perisic pazzesco, ma l’Inter non è più un top club”

Hecking: “Perisic pazzesco, ma l’Inter non è più un top club”

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Vetrina per talenti prossimi al grande salto, trampolino di lancio ideale per giocatori non ancora pronti per i top club europei ma al tempo stesso bottega cara vista la grande disponibilità economica del colosso Volkswagen. In questi ultimi anni, il Wolfsburg è diventato un punto di riferimento non soltanto in Germania ma, dopo l’ottimo cammino in Champions League interrotto dal Real Madrid ai quarti di finale e l’Europa League disputata lo scorso anno anche al cospetto di club italiani, anche a livello internazionale. Non è un caso che siano in tanti a bussare alla porta della società tedesca per piazzare i colpi migliori, come già accaduto la scorsa estate quando Perisic e De Bruyne sono stati ceduti rispettivamente a Inter e Manchester City.

“I grandi giocatori ci percepiscono come una tappa intermedia della loro carriera, ma anche noi ci reputiamo così. – ha detto il tecnico Hecking intervistato da “La Gazzetta dello Sport”- Non siamo fra i top 10 d’Europa, questa è la squadra giusta per crescere. Anche l’anno prossimo punteremo ad arrivare fra le prime tre in Bundesliga. Non per questo bisogna puntare più in alto di quel che si può raggiungere. Se si fissano obiettivi irrealizzabili se ne pagano le conseguenze sul campo, si guardi ai club italiani: Inter e Milan puntano in alto perché storicamente si sentono fra le top d’Europa, ma poi non convincono”. Durante la scorsa edizione di Europa League, il Wolfsburg eliminò l’Inter di Roberto Mancini, per poi arrendersi al Napoli di Benitez nei quarti di finale; ciò nonostante, il suo parere sullo stato del nostro calcio, non è certamente esaltante. “Se la Juventus parte così male in campionato e vince lo scudetto in scioltezza c’è per forza qualcosa che non va. L’anno scorso ero contento del sorteggio perché portare un club importante come l’Inter nel nostro stadio faceva piacere a tifosi e società. Ma ero anche consapevole che ai nerazzurri restava solo il blasone e che la squadra non era fortissima. Credo di essere realista nelle mie considerazioni: quando poi pescammo il Napoli dissi che non sarebbe stato così facile, anche se in tre gol di scarto nella gara d’andata non ci stavano”.

Dal Wolfsburg all’Inter, dopo un’estenuante trattativa, è arrivato Perisic (6 reti e 4 assist per lui alla sua prima stagione in Italia), mentre l’obiettivo di mercato bianconero Julian Draxler scelse alla fine di restare in Germania, proprio agli ordini di Hecking. “Lo avrei confermato volentieri. È un giocatore pazzesco. Credo che per i croati la Serie A sia un campionato particolare. Il blasone dell’Inter lo ha affascinato, gli brillavano gli occhi. Mi disse chiaramente che per lui era il massimo. Dal punto di vista tecnico non avevo motivo di lasciarlo andare, ma era giusto dirgli di godersi la nuova avventura. A Draxler abbiamo fatto capire che forse era un passo troppo grande: prima era giusto fare un trasferimento intermedio. Qui può far crescere ancora la sua nomea, acquisire fiducia in se stesso, maturare come uomo. Tutto questo alla Juve è più complicato”.