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Casemiro contro il Barça (Foto: Facebook ufficiale Real Madrid C.F.)

Casemiro
Casemiro contro il Barça (Foto: Facebook ufficiale Real Madrid C.F.)

La stagione del Real Madrid è stata finora un vero e proprio ottovolante di emozioni, tra malumori, delusioni, cambi di allenatori, rinascite e scommesse che hanno contribuito a tenere sempre ‘vivo’ il pubblico del Bernabeu mai troppo accomodante e spesso pronto a criticare al primo risultato negativo di una squadra condannata per diritto di nascita a vincere. Qualcosa con Rafa Benitez è andato storto, tra ambiente, squadra e tifosi forse non troppo contenti di dover rinunciare a Carlo Ancelotti, allenatore della mitica ‘Decima’. A gennaio il divorzio con lo spagnolo per affidarsi alla prima importante scommessa dell’anno: Zinedine Zidane, tecnico con nessuna esperienza in prima squadra. Le cose per la verità non migliorano di molto, l’orgoglio iniziale della squadra produce qualche risultato ma le debacle sono dietro l’angolo e la distanza col Barcellona diventa praticamente un abisso. Dopo il KO nel derby con l’Atletico scatta però qualcosa nel meccanismo Real che porta la compagine capitolina ad accedere fino alle semifinali di Champions e a rimontare fino a -1 il distacco dal Barça in campionato con ben 9 successi di fila in Liga. Il cambiamento principale a livello tattico sul terreno di gioco tra il Madrid disastroso delle prime gare del francese e quello vincente dell’ultimo mese porta così alla seconda scommessa dell’anno: Carlos Henrique Casemiro, mediano brasiliano classe 1992 per la verità lanciato nella mischia inizialmente dal mai troppo apprezzato Benitez ed ora riproposto alla grande anche da Zidane.

BRASILIANO DI SOSTANZA – Casemiro, centrocampista brasiliano classe 1992, rappresenta quella scuola di verdeoro atipici che non fanno della qualità la loro arma vincente. Grande forza fisica, tanta corsa e un’ottima intelligenza tattica sono infatti le frecce più velenose all’arco dell’ex Porto che a suon di grandi prestazioni si è conquistato la fiducia di tecnico e compagni divenendo il vero e proprio equilibratore di una squadra per natura votata principalmente all’attacco.

Casemiro è stato svezzato al grande calcio dai brasiliani del San Paolo dopo aver vissuto tutta la trafila nel settore giovanile del club paulista tra il 2002 e il 2010 anno del suo esordio nella massima serie verdeoro contro i rivali del Santos. Il mediano nato a São José dos Campos si mette quindi immediatamente in luce mostrando appena maggiorenne le sue qualità col San Paolo dove in tre anni porta a casa anche una Copa Sudamericana e timbra anche per la prima volta il tabellino. Casemiro vive così tre anni di pura maturazione al servizio della ‘Tricolor’ mettendo insieme 111 presenze e 11 reti in tutte le competizioni. A quasi 21 anni sembra quindi giunto il momento di cambiare aria per andare ad acquisire in Europa quell’attitudine alla tattica così atipica nel calcio brasiliano ma che in futuro sarà fondamentale per la sua consacrazione. Accostato a diverse società italiane per molto tempo, alla fine il brasiliano si trasferisce in Spagna, al Real Madrid in prestito con un diritto di riscatto fissato a 6 milioni che gli spagnoli eserciteranno dopo un anno. Intanto la dirigenza bianca lo spedisce al Castilla per valutarne i progressi da vicino, prima di concedergli anche l’esordio in Liga il 20 aprile 2013. Nella stagione successiva Casemiro si piazza in pianta stabile nella rosa della prima squadra riuscendo anche a ritagliarsi un piccolo spazio nel fantastico doblete del Real che porta a casa Copa del Rey e Champions League. Il destino dell’ex San Paolo non sembra però essere legato al futuro del Madrid che nel 2014/15 lo gira in prestito al Porto rimanendo però soddisfatto dalla maturazione del ragazzo tanto da esercitare a fine anno il contro-riscatto pur di metterlo a disposizione di Benitez.

BENITEZ E ZIZOU – Casemiro inizia così la stagione in sordina sotto la guida di Rafa Benitez che però ben presto gli concede spazio sorprendendo un po’ tutti.  Con lo spagnolo in panchina infatti gioca da titolare ben 5 match su 6 della fase a gironi di Champions, cominciando ad imporsi anche in campionato. Un brasiliano senza però troppa qualità non è proprio l’identikit del calciatore che piace all’ambiente madrileno che critica aspramente Benitez per l’impiego dell’ex Porto, soprattutto alla vigilia del Clasico dopo il KO contro il Siviglia. Casemiro ritorna così fin troppo presto in panchina mettendo insieme solo un paio di spezzoni senza gloria nelle ultime gare di gestione Benitez. Con l’avvento del nuovo anno arriva come detto la svolta anche in panchina con l’arrivo di Zidane. Il francese non sembra però vedere Casemiro che colleziona ben 7 panchine nelle prime 8 partite sotto la sua guida in Liga. Marzo risulta così il mese del  cambiamento per il Real e per il ragazzo verdeoro che viene finalmente lanciato nella mischia dall’ex campione juventino nella vittoriosa trasferta di Levante che darà il via al ciclo di vittorie consecutive dei bianchi di Madrid. Quei 73 minuti hanno convinto Zidane dell’importanza di un calciatore di forza e gamba in grado di dare equilibrio in mezzo al campo fungendo da tappa buchi nei momenti critici della partita. Casemiro esegue alla lettera e diventa ben presto un elemento imprescindibile per lo scacchiere blanco, tanto da essere addirittura risparmiato in campionato per poterne usufruire in Champions a pieno regime. Le ultime prove con il Wolfsburg al ritorno, col Villareal in Liga e con il City in semifinale di CL hanno riportato agli onori della cronaca un calciatore a lungo criticato per la sua tecnica sottomedia, ma ora irrimediabilmente esaltato per la sua importanza tattica. Con lui in campo il Real Madrid ha una media di 2,60 punti a partita in Liga che basterebbe a sintetizzare il suo apporto in mediana. Il 70% di tackle vinti, le oltre 50 palle recuperate tra intercetti e blocchi sono solamente un assaggio del suo lavoro oscuro ma fondamentale in un centrocampo nel quale per troppo tempo si è badato più alla forma che alla sostanza.