Rosina: “Allo Zenit ho perso due anni per le scelte di Spalletti. Non mi vedeva”

Rosina: “Allo Zenit ho perso due anni per le scelte di Spalletti. Non mi vedeva”

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A Bari per il rilancio a buoni livelli dopo qualche alto e basso negli ultimi campionati, con il chiaro obiettivo di riassaporare un giorno la Serie A: questo il desiderio di Alessandro Rosina che sta vivendo una seconda giovinezza a 32 due anni in biancorosso dove ha finora collezionato 8 reti e ben 13 assist che stanno contribuendo a tenere i ‘Galletti’ nelle posizioni alte della classifica utili per l’accesso ai playoff promozione. Rosina non gioca però un match in massima serie ormai dal lontano 2012/13 quando indossava la casacca del Siena. Intanto il fantasista di Belvedere Marittimo ha rilasciato una bella intervista a ‘La Gazzetta dello Sport’ nella quale ha anche spiegato le sue ultime annate sottotono: “Nelle passate stagioni hanno inciso, purtroppo, le vicende societarie dei club di Mezzaroma e Pulvirenti. Eppure mi sono espresso comunque su certi livelli, segnando rispettivamente 13 e 8 gol. Poi la scorsa estate, con mio fratello Fabrizio che mi fa da procuratore, abbiamo scelto Bari, convinti soprattutto dal progetto di Davide Nicola, un compagno-leader in quel Torino nel quale cominciai a sognare. Ora spero di sbarcare in A, visto che sono in prestito dal Catania, con obbligo di riscatto da parte della società di Paparesta in caso di promozione. Paparesta non ci ha fatto mancare nulla, dimostrando solidità e serietà. Certo, l’eventuale contributo di un imprenditore forte potrebbe determinare prospettive eccezionali per una piazza davvero unica. A Noordin ho donato la mia maglia dopo il successo con il Como”.

BARI – Rosina ha poi proseguito parlando dell’enorme potenziale offensivo del Bari che tra esperienza e giovani di qualità è secondo a pochi nella serie cadetta: “Questo gruppo è dotatissimo nel parco attaccanti: non solo io, Maniero, Sansone e De Luca, ma anche Puscas e Boateng. Per tanta ricchezza in attacco, il Bari è paragonabile al Torino di De Biasi, promosso in A; c’eravamo io, Stellone, Abbruscato, Muzzi e Fantini. Quel Torino e il Siena di Cosmi in A e poi di Beretta in B restano le espressioni più belle del mio calcio. Ora spero di godermi a lungo questo Bari. Playoff? Il Bari deve riprendersi il terzo posto.”

ATTRITI RUSSI – Nella carriera di ‘Rosinaldo’ c’è stato però anche l’estero, con l’esperienza tra le fila dello Zenit St. Pietroburgo dove le cose sono andate via via peggiorando con l’arrivo di Spalletti: “Rifarei quell’esperienza all’estero, ma a San Pietroburgo ho perso quasi due anni per le scelte di Spalletti. Quando arrivò lui, praticamente smisi di giocare: non mi vedeva. Tornai in Italia e, dopo i mesi a Cesena, ho dovuto addirittura superare un periodo di prova prima di convincere il d.s. Antonelli a tesserarmi per il Siena.”

Rosina infine chiude con un pensiero al ‘suo’ Bari: “Andiamo in A e ci facciamo una mangiata, alla salute di chi vuole bene al Bari”.