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veron

E’ stato uno dei giocatori che più ha lasciato il segno nella nostra Serie A: parliamo di Juan Sebastian Veron, playmaker argentino fra i migliori interpreti della Lazio scudettata. L’ex centrocampista argentino, che ha giocato anche con la maglia del Manchester United, si è raccontato ai microfoni del quotidiano spagnolo Marca: “Il mio periodo migliore l’ho vissuto in Italia, in Inghilterra stavo bene ma in campo non sono riuscito a far vedere lo stesso tipo di prestazioni”. Cinquantatre presenze ed undici reti con la maglia della Lazio, squadra nella quale è approdato sotto la gestione Cragnotti dopo l’ottima stagione di Parma dove ha vinto Coppa Italia e Coppa UEFA.

Non poteva non parlare del suo connazionale, l’uomo del momento, Diego Pablo Simeone, condottiero dell’Atletico Madrid che ha battuto il Bayern Monaco nell’andata della semifinale di Champions League: “Giocare bene a calcio non vuol dire necessariamente avere lo stile di Barcellona, Borussia Dortmund o Bayern Monaco. L’Atletico gioca bene perché ognuno dei suoi giocatori sa cosa deve fare ogni volta e fa la cosa giusta”, una bella stoccata verso gli esteti del calcio proprio da parte di uno dei giocatori più tecnici ed esteticamente notevoli della storia come la Brujita.

Altra nota di colore relativa alla domanda che chiedeva quale degli attuali calciatori potrebbe essere il nuovo Simeone: “Sicuramente Javier Mascherano, diventerà un grande allenatore”, sentenza lapidaria, sensazione decisa per la Brujita. Il centrocampista che si è riciclato centrale difensivo a Barcellona è per grinta ed intelligenza l’ideale prosecuzione della scuola argentina di allenatori, che non finisce di stupire: i sudamericani sono  sempre più apprezzati non solamente in campo ma anche in panchina, basti pensare a Pellegrini, attualmente col Manchester City in semifinale  di Champions League, ma anche a Jorge Sampaoli, commissario tecnico del Cile ambito da molti club in Europa.