Argentina, a tredici anni esordisce in prima squadra: è record

Argentina, a tredici anni esordisce in prima squadra: è record

Il giovanissimo Dario Rota in campo - FOTO: account ufficiale Twitter Conmebol
Il giovanissimo Dario Rota in campo – FOTO: account ufficiale Twitter Conmebol

Clamoroso in Argentina: esordio da record per un giovanissimo calciatore che debutta in Prima Squadra battendo il primato precedente di Aguero.

In Argentina non sono nuovi a stranezze calcistiche di qualsiasi genere o tipologia: proprio ieri parlavamo di una famosa squadra di Prima Divisione la quale è stata in grado di inventare un particolarissimo metodo per gli abbonamenti dei propri tifosi. Oggi, un’altra notizia piuttosto singolare ma anche molto affascinante arriva dalla Quarta Divisione: nell’ultima partita di una squadra della quarta serie argentina è stato messo in atto un nuovo record.

In particolare, questo primato spetta al La Cruz del Sur de Bariloche, squadra che milita appunto nel paesino di Bariloche, e a Dario Rota, giovane calciatore che all’83’ dell’ultimo match è entrato in campo per il suo esordio in prima squadra. La stranezza? Dario Rota ha appena 13 anni ed è diventato a tutti gli effetti il più giovane esordiente in una prima squadra nella storia del calcio argentino. Un primato incredibile, che in generale batte quello precedente di un giocatore poi divenuto importantissimo: parliamo del Kun Aguero, che esordì in Prima Divisione a 15 anni e che per anni ha mantenuto il record assoluto, ormai perso. In Argentina la notizia ha fatto ovviamente molto discutere per via della precocità dell’esordio e del palese squilibrio a livello anagrafico tra Rota e i suoi avversari in campo. Il ragazzino se l’è comunque cavata bene durante l’esordio, offrendo qualche minuto di discreta qualità.

Il record appena registrato in Argentina sarà ovviamente molto difficile da battere nel brevissimo termine e forse addirittura quasi impossibile da superare in futuro. Chissà che questo esordio non consegni a Dario Rota le stigmate del predestinato, come d’altronde avvenuto a Sergio Aguero prima di lui: l’approdo prematuro in Prima Squadra potrebbe risultare sinonimo di talento clamoroso. O forse, più semplicemente, un premio ad un ragazzino che aveva voglia di mettersi in luce.