Guardiola: “Mi avete ammazzato, ma io non sono ancora morto”

Guardiola: “Mi avete ammazzato, ma io non sono ancora morto”

Josef Guardiola, Bayern Monaco - Fonte account Twitter ufficiale Bayern Monaco
Josef Guardiola, Bayern Monaco – Fonte account Twitter ufficiale Bayern Monaco

Pep Guardiola in conferenza stampa, alla vigilia della gara contro il Borussia M’Gladbach, si lascia andare ad uno sfogo dopo la sconfitta contro l’Atletico Madrid in Champions League. Il suo Bayern potrebbe conquistare la terza Bundesliga consecutiva già sabato, ma il tecnico spagnolo sembra analizzare ben altre tematiche. Queste le parole di Guardiola: “Difficile lavorare in Germania? Questo mestiere è così oggi qui, in Italia e in Spagna. O vinci o ti massacrano. Non è differente qui in Germania. Dopo la gara d’andata mi avete già ammazzato. Ognuno di voi mi ha ammazzato. Ma io non sono ancora morto, amici. Abbiamo ancora una partita. Ok, poi potrete anche uccidermi, ma ho ancora una cartuccia da sparare. Non è che qui mi trattano male e a Barcellona bene, ti trattano bene dappertutto in funzione delle vittorie. A Barcellona mi hanno trattato bene perché avevo vinto. Andate a vedere quando sono arrivato lì e ho perso la prima partita, non ti dico neppure. E in Italia, da quanto leggo, è lo stesso. Non ammazzano solo me. Ammazzano Allegri, Conte, Capello, Sacchi, tutti. Non c’è più rispetto per gli allenatori, ovunque è così”.

“Ho perso pochissimo qui. Il bilancio dei numeri lo dice. Potevo fare meglio, ma non è male quello che abbiamo fatto. Sono orgoglioso di quello che hanno fatto i ragazzi, pure a Madrid. A Lisbona ho lasciato in panchina Lewandowski, ma siccome ci siamo qualificati non è successo nulla. Tenere fuori Müller è stata una scelta tattica, non volevo fare la fine della scorsa stagione a Barcellona giocando con due attaccanti centrali. Non ho nulla contro Müller, lo adoro, ha fiuto del gol. Forse sarebbe stato meglio farlo giocare. Forse. Ma io ho riflettuto su tutte le possibilità e alla fine dovevo prendere una decisione. E’ andata così, ma non è ancora finita. Il Meisterschale? Sarebbe meglio vincere il campionato, ma se non dovessimo riuscirci, questo non influirà sulla partita di ritorno con l’Atletico. Sono strafelice e pieno di energia, sono supermotivato”.