Roma, senti Aldair: “Spalletti artefice della rinascita, Rudiger il mio erede”

Roma, senti Aldair: “Spalletti artefice della rinascita, Rudiger il mio erede”

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Il grande girone di ritorno della Roma con la fantastica rimonta del club giallorosso che è riuscito a risalire al terzo posto a soli due punti dalla seconda posizione non è passato inosservato ad un grande ex della società capitolina: Aldair Nascimento dos Santos, che i tifosi della Lupa conoscono come ‘Pluto’, ha detto la sua sul campionato della squadra in cui ha militato per ben 13 anni.

Aldair ha affermato al Match Program ufficiale della AS Roma: “Ho assistito alle due ultime partite casalinghe della Roma avendo la fortuna di guardarle direttamente dagli spalti dell’Olimpico e ho visto una squadra molto forte e solida, con grande unità di intenti da parte di tutti. Se il gioco e l’atteggiamento di chi scende in campo è totalmente cambiato rispetto ad un deludente girone di andata il merito è da attribuire soprattutto a Spalletti. L’allenatore ha saputo restituire una identità precisa ai giocatori”.

Per Aldair tra i migliori in campo figura un nome che forse non tutti si aspetterebbero di sentire: “Per me Antonio Rudiger è diventato molto importante per questa squadra. Il tedesco sta migliorando tantissimo riuscendo a fornire risposte convincenti dopo un inizio alquanto complicato e non privo di difficoltà, non soltanto sul piano fisico. E’ bene ricordare che il ragazzo proveniva da un campionato e da un Paese del tutto differenti rispetto alla Serie A ed al modo di vivere italiani. Ritengo che Rudiger sia un buon difensore con la giusta personalità, infatti non è raro vederlo sganciarsi in avanti palla al piede dalla difesa, e per fare questo c’è bisogno di carattere”.

Aldair aggiunge: “Mi sembra che Rudiger sia diventato un beniamino dei tifosi romanisti. Questo dimostra che un calciatore per fare bene ha bisogno di tempo ed anche se nei primi tempi stenta a fornire un contributo decisivo non bisogna mai fischiarlo o criticarlo in maniera eccessiva. Anche io nei miei primi mesi alla Roma nel lontano 1990 non trovai una situazione facile, eppure dopo le cose non mi pare che siano andate male…”.