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crotone

Sette anni dall’ultima apparizione in serie A. Gli ultimi guizzi della Reggina di Lillo Foti, approdata in A nel 1999, condannata alla retrocessione tre anni dopo, di nuovo promossa e infine retrocessa, nel 2009. Un capitolo importante del calcio italiano, con la Calabria di nuovo in prima fila dopo l’epopea del Catanzaro, a cavallo degli anni 70-80. Da oggi tocca al Crotone, passato in ventitré anni dal torneo di Promozione al più importante palcoscenico calcistico dello stivale. Una straordinaria ascesa che riconsegnerà al campionato una importante fetta di Sud, con il Cagliari a un passo dal salto di categoria e con Trapani e Pescara in prima fila per completare un inedito e stimolante terzetto.

Il cammino completato a Modena, col pari più importante di sempre, consegna al Crotone tante certezze e diverse domande sul futuro, a cominciare dalla guida tecnica: Juric piace al Genoa, Preziosi vede in lui il perfetto erede di Gasperini ma gli squali non possono concedersi il lusso di cominciare la loro prima avventura in serie A rinunciando all’allenatore del grande miracolo sportivo. La riconferma del croato, unita a quella del direttore sportivo Ursino, può valere la salvezza, può confermare la bontà del progetto pitagorico che non può e non deve ridursi ad effimera meteora. La base è buona, lavoro svolto è qualitativamente valido e, per restare tale, deve trarre ispirazione dalle precedenti esperienze di Catanzaro e Reggina che, tra contraddizioni e imprese, hanno regalato spettacolo ed emozioni, fin quando la giostra ha girato. I giallorossi possono vantare sette partecipazioni al massimo campionato (cinque consecutive tra il 79 e l’83) una semifinale e una finale di coppa Italia e il settimo posto (miglior piazzamento di sempre per le squadre calabresi) raggiunto nella stagione 81-82.

Il bomber baffuto, Massimo Palanca, nella precedente annata si aggiudicò il titolo di vice capocannoniere con tredici reti, alle spalle del romanista Pruzzo. Un exploit che lo condusse a Napoli, laddove non riuscì a ripetere i numeri messi in mostra con le aquile. Nel corso delle sette stagioni disputate in serie A, il Catanzaro ha disputato 210 partite, ottenendo 38 vittorie (30 in casa e 8 fuori), 88 pareggio (51 in casa e 37 in trasferta) e 84 sconfitte. L’annata con più resti segnate in campionato è stata la stagione 1976-1977 con 26 reti totali. L’allenatore era Gianni Di Marzio, oggi consigliere di Zamparini a Palermo.

Le nove perle infilate dalla Reggina hanno consegnato alla storia numeri meno importanti rispetto a quelli messi a segno dalle aquile di Catanzaro ma comunque incredibilmente importanti, vista la scarsa confidenza della Calabria con la serie A (sedici partecipazioni totali). Per la Reggina nove stagioni in A (miglior piazzamento dodicesimo posto). 326 gare giocate in A con 83 vinte (59 in casa e 24 fuori) 107 pari e 136 sconfitte 46 rigori a favore (39 realizzati e 7 falliti) 76 rigori contro (60 segnati e 16 falliti). Nella stagione 2006-2007 51 punti in classifica, record delle 9 annate. Per 6 stagioni su 9 la Reggina in campionato ha ottenuto almeno 13 pareggi, evidentemente determinanti per centrare l’obiettivo salvezza. Una grande eredità per il Crotone, chiamato a rilanciare dall’alto il movimento calcistico calabrese.

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