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Gareth Bale, autore del gol vittoria sulla Real Sociedad. Fonte Account Twitter @realmadrid
Gareth Bale, autore del gol vittoria sulla Real Sociedad. Fonte Account Twitter @realmadrid
Gareth Bale, autore del gol vittoria sulla Real Sociedad. Fonte Account Twitter @realmadrid

Approdare in una squadra come il Real Madrid destinata inevitabilmente a lottare sempre e comunque per i massimi risultati in Spagna, in Europa e nel mondo non deve essere per niente semplice per un calciatore gallese proveniente da un compagine medio-alta di Premier come Gareth Bale e giunto a vestire la maglia numero 11 della casa blanca con l’incredibile peso di un trasferimento costato al club di Florentino Perez ben 100 milioni di euro. Sì, questa più o meno la cifra sborsata al termine della lunghissima estate 2013 dal Madrid al Tottenham che con un astuto gioco al rialzo riuscì ad ottenere il massimo e forse anche di più dagli spagnoli alla disperata ricerca di una nuova stella da dare in pasto ai mai troppo soddisfatti tifosi Merengues. Ad accompagnare l’approdo del gallese in Spagna, una velocità da centometrista e un fisico statuario ben allenato anche dai diversi sport praticati dal ragazzo, fortificatosi in giovinezza tra hockey e rugby prima di dedicarsi anima e corpo al calcio. Purtroppo per Bale a seguirlo nella sua avventura iberica anche una fragilità fisica e dei muscoli tanto statuari quanto facili da mandare al tappeto. Nonostante tutto Bale chiude il primo anno a Madrid con la vittoria della Champions e quella della Copa del Rey: due finali entrambe bagnate dalle reti decisive del ragazzo da 100 milioni di euro che in un sol colpo spazza via il peso delle critiche per l’eccessiva cifra sborsata dal club per portarlo in Spagna. La seconda annata madrilena però lo spedisce letteralmente in pasto alla critica: Bale non è più decisivo, a tratti è un corpo avulso e pecca di personalità al fianco di chi come Cristiano Ronaldo di personalità ne ha da vendere.

Arriviamo dunque all’annata in corso dove l’ex Spurs almeno secondo i piani iniziali di Benitez dovrebbe diventare un perno centrale del nuovo corso del Real. Di fatto l’allenatore spagnolo ex Napoli prova a rilanciare le quotazioni del numero 11 che dopo un buon momento iniziale incappa nel primo dei suoi 4 infortuni muscolari in stagione. Il 2015/16 è infatti proprio l’annata maledetta per i muscoli di Bale che vanno KO più volte tenendolo spesso e volentieri in infermeria.

AIR BALE – Anche questa sembra dunque una stagione che non passerà di certo alla storia per l’ex Southampton il quale però tra dicembre e soprattutto gennaio, con l’arrivo di Zidane, cambia marcia. Il poker al Rayo del girone d’andata è il primo passo per la rinascita di Bale che intanto comincia a piazzare le prime zampate decisive. Con la ventata d’aria fresca portata dal neo tecnico francese il Real risorge e con esso anche le prestazioni di Bale che quando gioca fa male ed è decisivo, peccato però per quel piccolo problemino: i muscoli di cristallo del gallese cedono ancora e rimane fermo per circa un mese e mezzo proprio nel suo momento migliore. Il rientro in campo dopo la lunga assenza lo porta subito in goal e il bottino comincia sensibilmente ad aumentare paradossalmente nell’anno madrileno in cui ha totalizzato meno apparizioni. Nelle ultime tre gare Gareth si carica persino il Madrid sulle spalle complici le contemporanee assenze di CR7 e Benzema. Le defezioni di due terzi della BBC rappresentano proprio l’occasione migliore per imporsi una volta per tutte come campione vero ed affermato. Il classe ’89 esegue alla lettera diventando il perno centrale dell’offensiva di Zidane, prima trascinando praticamente da solo alla vittoria i blancos nella complicata gara di ritorno in casa del Rayo (doppietta) e poi nella trasferta contro la Real Sociedad dove l’ex Tottenham sale in cielo a 10 minuti dalla fine piazzando il colpo di testa decisivo.

Ecco il colpo di testa: proprio questo fondamentale diventa la specialità della casa nella stranissima annata del numero 11 che non solo mette insieme 19 reti in sole 22 presenze di Liga (per intenderci media quasi da CR7), ma addirittura segna ben 9 di queste marcature tutte in elevazione proprio con il colpo di testa che gli vale presto il soprannome di ‘Air Bale’. Il gallese volante infatti ha timbrato il cartellino in Liga per 9 volte di testa, 8 con il suo celebre mancino e solo 2 con il destro facendo quindi del cabezazo l’arma più tagliente di un repertorio in continua espansione.

Per molti l’occasione più facile per andare in goal è il calcio di rigore, a Bale basta un cross dalla fascia per salire in cielo e punire di testa.

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