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Federico Bernardeschi Fiorentina
Federico Bernardeschi, Fiorentina - Fonte account Twitter ufficiale Fiorentina
Federico Bernardeschi, Fiorentina - Fonte account Twitter ufficiale Fiorentina
Federico Bernardeschi, Fiorentina – Fonte account Twitter ufficiale Fiorentina

E’ stata sicuramente la “sua annata”, con un finale in chiaroscuro che non rende onore del tutto al suo talento. Federico Bernardeschi è il nuovo che avanza per la Fiorentina, quella che era una “pianticella” di Corvino oggi è una pietra miliare del futuro della formazione allenata da Paulo Sousa.

BERNARDESCHI Queste le parole di Federico Bernardeschi ai microfoni di Radio Bruno, emittente radiofonica da sempre vicina agli ambienti gigliati: “Il mio rapporto con i media? Credo che seguire i mezzi di informazione sia un bene, ti fa crescere. Sono molto attento ai giudizi. Nazionale? Giocare contro campioni, con la maglia azzurra, è stata un’emozione grandissima – spiega poi il carrarino sulla sua forma attuale – Mio calo? Ogni squadra e ogni giocatore non può dare il 100% tutto l’anno. Non siamo robot, siamo umani. Poi vengo dall’infortunio, è la mia prima vera stagione in Serie A. Deve essere una continuità che la squadra e un giocatore trovano con l’esperienza”.

Chiaro il suo amore per la maglia viola: “Per me è un onore vestire questa maglia e questi colori. La Fiorentina mi ha aperto le porte al calcio importante. Sono qui da 12 anni, sono orgoglioso di essere qui – sul suo rapporto con Paulo Sousa – La posizione di esterno destro? L’importante è giocare, anche portiere va bene. A me piace giocare a calcio. E’ stato un anno di tanti cambiamenti, di tanti ruoli, e un giocatore alle prime esperienze fa fatica a fare 10-15 gol subito. 5 ne ho fatti in stagione, in campionato ne ho fatti 1 con un altro purtroppo annullato. A destra devo coprire tutta la fascia, magari a volte non è facile arrivare lucido sotto porta dopo i tanti chilometri fatti. Sousa? Mi ha insegnato tanto. Su tutto la duttilità, la capacità di cambiare ruolo e farlo sempre con la testa al massimo”.

Chiosa finale sul sogno Euro 2016, Bernardeschi non lo nega del tutto: “È un sogno, vedremo. Se ci andrò sarò felicissimo”.

Stefano Mastini

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