SHARE
Sebastian Vettel. Fonte: Twitter @F1
Sebastian Vettel. Fonte: Twitter @F1
Sebastian Vettel. Fonte: Twitter @F1

Le pagelle del Gp di Russia di Formula 1, dominato in lungo e in largo da Nico Rosberg, sempre più leader del mondiale.

NICO ROSBERG VOTO 10 E LODE  – Gara perfetta per il biondo tedesco della Mercedes. Pole position, vittoria, giro veloce, in testa dal primo all’ultimo giro. Quarta vittoria in quattro gare, sette consecutive contando le ultime tre della passata stagione. Senza voler scomodare paragoni illustri, queste cose qualche anno fa le faceva un altro tedesco, al volante di un’altra vettura. Come detto, il paragone non sussiste, ma Nico sta guidando da fenomeno e merita al 100% la vetta del mondiale a punteggio pieno. Dopo 4 vittorie consecutive nelle prime 4 gare, nessuno ha mai perso il mondiale. Tocca ferro!

LEWIS HAMILTON VOTO 6 – La sfortuna sembra aver attraversato il box senza trovare la via del ritorno. In questo avvio di 2016 se qualcosa può andare storto, state certi che andrà storto a lui. Rimonta da 10° a 2°, che visto il mezzo è il minimo sindacale, senza fare fatica perchè metà dei piloti davanti a lui nello schieramento si autoeliminano durante la partenza da Far West. Il problema è che non da mai l’impressione di essere veloce quanto il compagno di squadra. In compenso fuori dalla pista si comporta da novello James Hunt, tra donne, feste e abiti stravaganti. Si dia una svegliata, o il campionato finirà a luglio.

KIMI RAIKKONEN VOTO 5 – Il finlandese, come Hamilton, fa il minimo sindacale. Terzo con la terza macchina più veloce in pista è il compitino svolto senza troppi patemi. Lo spunto al via fa pensare a qualcosa di più spettacolare, la ripartenza al rientro della safety car al contrario fa pensare che Kimi si fosse addormentato in mezzo al traffico. Aggiungiamo che in qualifica si fa soffiare la prima fila da un Bottas in grande spolvero ma su macchina nettamente inferiore, ed il gioco è fatto. Arrivabene lo punzecchia, e fa bene.

VALTTERI BOTTAS VOTO 8 – Preso a schiaffoni per 3 gran premi di fila da nonno Massa, il finlandese della Williams finalmente si risveglia dal torpore e mette in pista un signor week end in quel di Sochi. Prima fila conquistata in qualifica e una buona prima parte di gara, con tanto di sorpasso a Raikkonen, che qui lo scorso anno lo buttò fuori al termine di un duello che poteva valere il podio. Ora al ragazzo serve continuità, l’idea di prendere il posto di Kimi continua ad essere viva nella sua testa.

FERNANDO ALONSO VOTO 7 – Nel marasma generale il due volte campione del mondo viene fuori alla grande grazie alla sua esperienza. Sesto posto con una macchina che a stento vale una posizione in top 10 è tanta roba. Certo, i guai altrui lo hanno favorito, ma se tra lui ed il compagno Button (10°) ci sono 3 macchine di mezzo, significa che il manico è sempre quello dei giorni migliori. Una bella iniezione di fiducia, in una stagione che si preannuncia migliore della passata, ma ancora lontana anni luce dalle posizioni di vertice. Forza e coraggio.

KEVIN MAGNUSSEN VOTO 6 – Come Bottas, anche lui ritrova smalto dopo un avvio di stagione decisamente sottotono. Come Alonso approfitta delle disgrazie altrui per portare la modesta Renault al 7° posto. Uno squillo importante per colui che fu silurato in malo modo dalla McLaren dopo una stagione da debuttante niente male. Il talento non gli manca, il mezzo purtroppo è quello che è.

SEBASTIAN VETTEL VOTO 10 – Applausi a scena aperta per il tedesco della Ferrari. Innanzitutto per il team radio d’altri tempi che è di gran lunga l’evento più emozionante dell’intera corsa (Bernie, medita). Ma anche per il viaggio di ritorno ai box in motorino, senza casco e guidando con un commissario impacciato nel ruolo di passeggero. E soprattutto per la calma olimpica mostrata davanti a microfoni e telecamere prima, nel dopo gara poi. Se ne va prima di poter incrociare Kvyat e tirargli il collo. Un vero signore, in tanti da casa gli consigliavano una scazzottata vecchia maniera in stile Piquet-Salazar.

DANIIL KVYAT VOTO 4 – Daniil, ma che fai? Tamponare per due volte la stessa macchina nel giro di poche centinaia di metri è da straccio di licenza. La reprimenda di Vettel dopo il gran premio di Cina è entrata da un orecchio ed è uscita dall’altro, è evidente. Due errori da principiante che, nonostante sia chiara la non volontarietà del gesto, autorizzano a pensare male. Non solo, il primo contatto penalizza, di rimbalzo, anche il compagno Ricciardo, che a fine gara ha giustamente preteso delle scuse. L’ombra di Verstappen è sempre più ingombrante e minacciosa, vero. Ora basta, però, dai.

 

SHARE