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Galeotta fu l’ultima giornata del girone d’andata, in un periodo in cui la lotta scudetto sembrava interessare quattro o cinque squadre. Da quel momento, Inter e Fiorentina hanno subito crolli vertiginosi, da cui hanno avuto grossa difficoltà a riprendersi.

L’Inter si trovava in testa alla 18/a giornata e la Fiorentina era un punto dietro: entrambe le squadre perdevano all’ultima d’andata contro Sassuolo e Lazio e salutavano la vetta, che da quel momento cominceranno a vedere solo con il binocolo. Quando mancano due giornate al termine del campionato, l’Inter è quarta con 64 punti e la Fiorentina quinta con 60 punti. Le due formazioni hanno subito un netto calo in termini di punti tra il girone d’andata e quello di ritorno: i nerazzurri hanno totalizzato 39 punti all’andata e 25 al ritorno, mentre i viola dopo gli ottimi 38 punti della prima fase della stagione, nel girone di ritorno si fermano ad un deludente bottino di 22 punti. Per loro fortuna, la qualificazione alla prossima Europa League è abbastanza salda, ma probabilmente le due squadre puntavano a qualcosa di più, dopo un inizio di campionato così scintillante.

Soffermandoci sull’Inter, la squadra di Mancini non ha brillato per continuità nella seconda fase del torneo, alternando periodo disastrosi a ottime prestazioni, talvolta anche all’interno della stessa partita. Il problema principale dei nerazzurri è stata la mentalità, con un rendimento disastroso lontano da “San Siro”. L’unico campo che l’Inter è riuscito a violare è stato il “Matusa” di Frosinone, tra l’altro anche con diverse difficoltà. Quest’unico successo è accompagnato da 5 sconfitte e 3 pareggi. Ma questo crollo è ancora più clamoroso, se si pensa che nel girone d’andata, l’Inter era stata la squadra che aveva ottenuto i risultati migliori in trasferta con 6 successi e un solo ko, contro il Napoli.

Se il problema dell’Inter è stato il mal di trasferta, nel ritorno, la Fiorentina non ha brillato né in casa né lontano dal “Franchi”. Il periodo più buio per i viola è proprio quello attuale, considerando il disastroso bottino di appena un successo nelle ultime dieci giornate. Per rintracciare un dato così negativo, bisogna tornare indietro di undici anni, fino alla stagione 2004/05 quando sulla panchina viola sedeva Dino Zoff, in una stagione disastrosa in cui questo avvenimento si è anche ripetuto. Quella Fiorentina lottava per la salvezza, questa aveva obiettivi ben diversi, e i 5 pareggi (contro squadre come Frosinone, Verona, Sampdoria, Chievo) e 4 sconfitte sono un segnale di un calo fisico fin troppo evidente. Il gioco di Paulo Sousa, da cui tutti erano rimasti ammirati nella prima parte del torneo, è forse diventato troppo prevedibile a questo punto, e anche lo stesso tecnico portoghese non ha mai nascosto che le possibilità per andare via ci sono.

Insomma, se Inter e Fiorentina si erano illuse al termine del girone d’andata, ora si trovano in una realtà a loro più congeniale, e dovranno ripartire da quanto di buono avevano fatto prima e cancellare quanto di brutto è stato fatto dopo.

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