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Juric
Juric contro il Modena (Foto Facebook ufficiale FC Crotone @Lapresse)
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Juric contro il Modena (Foto Facebook ufficiale FC Crotone @Lapresse)

Negli ultimi giorni, la favola del Crotone e del suo allenatore Ivan Juric è finita sulla bocca di tutta, grazie al capolavoro del tecnico croato che ha condotto per la prima volta nella sua storia i calabresi in serie A. Il vulcanico allenatore, ex centrocampista del Genoa, è stato ricercato più volte sui vari motori di ricerca, motivo per cui è saltata fuori quest’intervista rilasciata a “Repubblica”, datata 2010, nel suo ultimo anno da calciatore.

Juric è un cultore della musica metal, un genere forse poco ascoltato negli spogliatoi delle squadre, tanto che il tecnico croato non risparmiava critiche ai suoi colleghi: “I calciatori non capiscono un c…di musica, la vita che fanno li condiziona e non hanno modo di scoprire a fondo altre cose”.  Juric spiegava come è nata la sua passione per la musica metal: “Io ho cominciato a 14 anni con Metallica e Megadeth, poi sono passato a cose più aggressive. Il death metal è la mia passione, band come Napalm Death, Obituary e Carcass, artisti veri. Non mi piace il nu metal. I nuovi gruppi death sono senza sentimento, pensano solo alla velocità”. Il croato esprimeva un rimpianto: “Essendo un giocatore professionista, non ho avuto l’occasione di andare a molti concerti. Sono andato a vedere i Soulfly a Milano e buttandoti nel pit rischi davvero. Sono stato tre volte a vedere i Napalm Death e rischiavo sempre di farmi male. Una volta mi sono detto “faccio il bravo” , ma dopo mezza canzone ero già nel pit. E un concerto a Praga non me lo perdo sicuro, c’ è gente più aggressiva, vivono di più il concerto. Ai Soulfly a Milano la gente stava ferma, gli italiani non hanno sangue metallaro. Sicuramente c’ è tanta gente che ascolta metal, ma per la strada non lo noti come a Spalato o a Londra. Quando vado ad un concerto in Brasile o nell’ Europa dell’ Est c’ è un’ atmosfera più calda, hanno più anima per questo tipo di musica”.

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