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Cristiano Ronaldo, Real Madrid-Manchester City - Fonte account ufficiale Twitter Real Madrid
Cristiano Ronaldo, Real Madrid-Manchester City - Fonte account ufficiale Twitter Real Madrid
Cristiano Ronal, Real Madrid - Fonte account ufficiale Twitter Real Madrid
Cristiano Ronal, Real Madrid – Fonte account ufficiale Twitter Real Madrid

Intervistato da Uefa.com, alla vigilia della semifinale di ritorno di Champions League tra il suo Real Madrid e il Manchester City, Cristiano Ronaldo tira le somme della sua carriera e si racconta con fierezza, senza esitazione alcuna, consapevole di aver scritto il suo nome nella storia del calcio. L’asso portoghese, dopo aver saltato la gara d’andata per un problema muscolare, sarà a disposizione di Zinedine Zidane per il decisivo match di domani. Queste le dichiarazioni di Cristiano Ronaldo ai microfoni di Uefa.com: “Ho sempre pensato di essere un giocatore speciale, sono già nella storia del calcio. Ci sono sicuramente già entrato. Che piaccia o no, i numeri parlano da soli, poi ci sarà il resto. Ad alcuni piace, ad altri meno, ma senza dubbi sono già nella storia“.

“Ho sempre pensato di essere un giocatore speciale, anche quando ho iniziato allo Sporting. Ero convinto che prima o poi sarei diventato un professionista di altissimo livello. Non pensavo che sarebbe successo così in fretta, ma mi preparavo perché, come ho detto, il talento c’era. Ho sempre lavorato molto e creduto nelle mie potenzialità, nelle giovanili dello Sporting, al Manchester United e anche al Real Madrid. Sono cresciuto sempre di più come giocatore e come uomo, ma mi sono anche divertito”.

“E’ un privilegio sapere di essere in testa alla classifica dei marcatori di Champions League. Ovviamente sono molto contento. È una competizione speciale, che al Real Madrid piace molto. Ho avuto la fortuna di vincerla due volte e ovviamente spero di rivincerla quest’anno. Gli idoli di infanzia erano Fernando Couto, Rui Costa e Luis Figo, i giocatori più importanti del calcio portoghese. Io cerco di far divertire i tifosi. Il mio lavoro è vincere, giocare bene, segnare il più possibile, aiutare la squadra e divertirmi. Divertimento è una parola che devo sottolineare, perché il calcio è questo. E’ felicità e passione, ma a volte anche difficoltà”.

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