SHARE
(fonte foto: instagram Leicester City)

Wes Morgan, uno dei leader del Leicester campione di Premier League, ha parlato ai canali ufficiali delle Foxes per commentare l’impresa storica del club “È uno dei momenti migliori della mia carriera e non potrei essere più orgoglioso di fare parte di questa squadra. Abbiamo lavorato tutti al massimo per ottenere questo, nessuno ci credeva ma ora siamo qui, abbiamo vinto la Premier League e l’abbiamo meritata. Non ho mai visto uno spirito di squadra come quello di questi ragazzi, siamo come fratelli. Le persone l’hanno visto già l’anno scorso quando tutti si aspettavano che saremmo retrocessi, ma abbiamo lottato per dimostrare che tutti si sbagliavano. Questa stagione è una continuazione della scorsa, anche se non penso che nessuno potesse immaginare una cosa del genere”.

Con il suo gol decisivo contro il Southampton ad inizio aprile, Wes Morgan ha permesso quello che si è rivelato l’allungo decisivo in classifica del suo Leicester ai danni del Tottenham. In quell’occasione il difensore delle Foxes raccontò i suoi primi anni nel calcio “Non sapevo neppure io che cosa volessi fare da grande. Il ragioniere, forse. Chissà. Ma dopo due anni ne avevo le scatole piene. Avevo il calcio nel sangue e per tenermi allenato avevo giocato in un piccolo club, il Dunkirk, nella Midland League. Il calcio mi ha anche aiutato ad evitare guai seri. Diversi amici del mio quartiere sono finiti in prigione per omicidi o rapine. Il confine tra legalità e illegalità in certi contesti è molto labile. A 17 anni sostenni un altro provino, al Nottingham, e andò bene. Mi presero”. Adesso Morgan si è tolto la soddisfazione più grande della sua carriera e può anche guardare con occhi diversi chi, al Nottingham Forest, lo definì un ‘ciccione’ a inizio carriera e chi invece lo accusava di essere un ‘tragico mammone’, perché legato troppo a una mamma ‘spiritosa, ma invadente’.

SHARE