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Un ritorno dei suoi, tutto dribbling mozzafiato e fughe in velocità, come voler riportare indietro il tempo agli anni in cui nel campionato più bello al mondo, Faustino Asprilla, trascinava il Parma di Nevio Scala alla conquista di successi memorabili (Coppa Uefa, Coppa delle Coppe, Supercoppa Europea) che ancora oggi, nella città che diede i natali a Giuseppe Verdi, nessuno ha mai dimenticato.

Soprattutto adesso che, dopo l’anno di Purgatorio nei Dilettanti imposto dopo il fallimento dello scorso anno, il club emiliano è tornato tra i professionisti ed è pronto a cominciare una scalata che tutti si augurano breve verso la serie A. Asprilla, per tutti Tino, è tra gli idoli assoluti della tifoseria parmigiana, simbolo di un calcio nostalgico lontano anni luce da quello moderno, personaggio istrionico pronto a mettersi in gioco e far discutere, sempre al fianco dei tifosi che un tempo impazzivano per le sue giocate. L’amore per il Parma gridato a squarciagola proprio in mezzo al tifo vero dello stadio Tardini, in occasione dell’ultima gara casalinga con il Bellaria (vinta 3-0 dagli uomini di Apolloni); un esibizione già diventata virale sul web che ha mandato in estasi il popolo gialloblù, voglioso di tornare a scrivere pagine importanti.

“Per me è sempre un piacere potere essere qui con i miei amici – ha raccontato Asprilla ai microfoni di Eurosport.it– perché ho vissuto qui le pagine più belle della mia vita e della mia carriera. Per la prima volta sono anche andato in Curva, mi sono divertito tanto e mi sono ricordato dei vecchi tempi quando mi dedicavano tanti cori”. Anni felici, dal ’92 al ’96, prima di emigrare in Inghilterra e tornare a Parma giusto in tempo per alzare al cielo la Coppa Uefa e la Coppa Italia nella stagione 1998-1999 con Malesani allenatore, per poi chiudere una carriera di successi ed eccessi in Sudamerica e dedicarsi alle sue bizzarre attività (qualche anno fa lanciò una linea di preservativi chiamata proprio “Tino”).

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