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Dopo otto anni passati in Italia tra Napoli, Inter e Parma, Walter Gargano a fine stagione ha deciso di dire addio al paese che lo accolse nel 2008 per tornare in America. Il centrocampista uruguaiano questa estate è stato acquistato dal Monterrey, squadra messicana, ma in un’intervista rilasciata alla locale radio ‘Rg La Deportiva’ è tornato a parlare della sua esperienza a Napoli: “Paolo Betancourt mi ha portato in Italia, ci furono vari club che mi rifiutarono per la mia altezza ma il tecnico del Napoli, Edy Reja, mi volle in azzurro”. Gargano ricorda la passione dei tifosi partenopei con grande affetto: “Napoli è una città folle e realmente caotica, unica. Ammiro il modo in cui vivono il calcio,  anche se non condivido la loro cultura. Sono insolenti, maleducati. Hanno degli atteggiamenti che qui sono al contrario. Qui in Messico la gente è molto educata, ti chiede le cose dicendo per favore, se stai cenando o pranzando aspetta il momento giusto. Lì, invece, in qualsiasi momento ti assalivano gridando nella loro lingua, il napoletano, “uè, gargà, vieni qua”, senza mai chiedere per favore. È unico per un calciatore, c’è una passione immensa: se le cose vanno bene non puoi uscire di casa, se vanno male nemmeno!”.

Gargano ha vissuto molti anni a Napoli, e nella sua esperienza azzurra è stato allenato sia da Mazzarri che da Benitez. Con lo spagnolo non c’erano grossi problemi, ma il centrocampista ricorda le divergenze e gli scontri d’opinione con il tecnico toscano: “A Benitez non ho niente di male da dirgli, gli sono grato perché sono tornato a Napoli grazie a lui. L’Inter voleva comprarmi, ma arrivò Mazzarri e con lui non c’erano dei problemi, ma delle divergenze d’opinione. Se mi dicono che una cosa è verde, ma io la vedo nera, per me continuerà ad essere nera. Ho molto carattere, e grazie a Dio ho sempre seguito le cose che per me sono giuste. Se c’era qualcuno che non era giusto, per me era questo signore. Sono cose che succedono, non c’erano problemi tattici: pensava che bastava dirmi “devi fare così, decido io”. Ok, decidi tu, ma sono io che vado in campo”.

L’uruguaiano non era l’unico ad avere problemi con l’allenatore di San Vincenzo. Un altro che non andava molto d’accordo con il mister, infatti, era Lavezzi, e Gargano racconta un momento particolare vissuto in quel periodo: “Mazzarri ha avuto problemi anche con Lavezzi, e non è stato mai riconoscente con me: ci fu un giorno in cui il Pocho voleva picchiarlo e fui io a fermarlo! Se non ci fossi stato io… Il motivo del litigio? Perché Mazzarri voleva avere sempre l’ultima parola, aveva un carattere particolare e noi eravamo giovani e un po’ ribelli. Non gli piaceva nemmeno che bevessimo il mate (tipica bevanda sudamericana, ndr) negli spogliatoi  o che ascoltassimo la nostra musica. Sono cose caratteristiche per noi, e a lui non piacevano”.

 

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