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L’esuberanza può essere talvolta una qualità, a patto di usarla con parsimonia e al momento giusto. Uno come Walter Gargano, ex centrocampista del Napoli e cognato dell’attuale capitano azzurro Marek Hamsik, non è certo tipo da tirar indietro la gamba, in campo come nella vita; carattere fumantino da buon sudamericano e temperamento da vendere, nei suoi anni all’ombra del Vesuvio, non s’è fatto mancare proprio niente, stando almeno ad alcune sue clamorose dichiarazioni rilasciate in un’intervista alla radio messicana Rg, riportate in esclusiva da Tuttonapoli.net.

Il centrocampista uruguagio, dalla scorsa estate in forza al Monterrey dopo aver lasciato per la seconda volta il Napoli dopo i due anni in prestito con le maglie di Inter e Parma, ha raccontato alcuni aneddoti riguardanti i primi anni della sua esperienza italiana che stanno creando notevole imbarazzo visto il tenore delle rivelazioni. “L’anno scorso volevo restare al Napoli, ma il club aveva deciso di vendermi. De Laurentiis disse che avevo troppa personalità e che avrei dato problemi alla squadra. Anche se non litigai mai con lui…ma con suo figlio. Tornavamo da una partita contro la Lazio, il Pocho è una persona solare, e nel bus mise la sua musica. Il figlio del presidente la sostituì con uno dei film di De Laurentiis, che è un produttore cinematografico e ne produce vari, peraltro molto brutti. Lui all’epoca non era il vicepresidente del Napoli come lo è oggi, è un ragazzo giovane, ha due anni in più a me, ma visto che non sa fare altro lo hanno inserito nel club. Si arrabbiò quando tutti i calciatori iniziarono a fischiare, allora venne da me, mi diede uno schiaffo sulla gamba dicendo ‘vi ho detto che non dovete fischiare!’, e io gli dissi tranquillamente ‘stai sbagliando, non ho fatto niente, il film non mi disturba, sto ascoltando un po’ di musica’. Avevo una personalità aggressiva ma non era mia abitudine fare a botte e ancor meno col figlio del presidente. Gli diedi uno schiaffone davanti a tutti, mi disse ‘t’ammazzo’ e gliene diedi un’altro. Arrivammo a Castel Volturno, scesi dal bus senza zaino e gli dissi ‘andiamo a litigare’, ma lui mi chiese scusa, dicendo di aver sbagliato”.

Rientrato al Napoli all’inizio della scorsa stagione, Gargano venne confermato a sorpresa da Rafa Benitez che lo impiegò stabilmente nelle turnazioni a centrocampo, salvo poi lasciare definitivamente il club azzurro dopo 6 anni e 235 presenze complessive.

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