Tottenham squadra migliore della Premier: il futuro è Spurs

Tottenham squadra migliore della Premier: il futuro è Spurs

Tottenham Premier League – Lo ha ricordato Arturo Vidal al termine di Bayern Monaco-Atletico Madrid, non sempre è la squadra migliore a vincere. Questo assunto è facilmente applicabile anche alla stagione del Tottenham, grande sconfitto nella volata per il titolo d’Inghilterra con il Leicester di Claudio Ranieri. Il Tottenham infatti, nel corso di questa stagione ha ampiamente dimostrato di essere la formazione migliore di tutto il Regno Unito. Lo dice il campo, lo dicono i numeri, lo dicono i fatti. Ma non la classifica, che poi è l’unica cosa che conta alla fine della stagione. Per citare Stefano Borghi, “il finale fa tutta la differenza. La differenza fra ‘una storia’ e ‘la Storia’ “. Ecco perchè, a meno di exploit  – comunque molto probabili – nelle prossime stagioni, si corre il rischio di dimenticarsi del grande Tottenham di Mauricio Pochettino.

Scuola inglese

Senza nulla togliere all’impresa compiuta da Ranieri e dai suoi ragazzi, il Tottenham di Pochettino è di gran lunga la squadra che più merita di essere portata come esempio di club inglese. Non soltanto per i numeri strepitosi che ha saputo collezionare nel campionato che si appresta a chiudere al secondo posto, ma anche per quanto fatto vedere dai calciatori sul terreno di gioco e dal club – in termini di programmazione – al di fuori di esso. Programmazione: termine tanto caro negli ultimi anni a stampa e addetti ai lavori, soprattutto in Italia. “Manca programmazione” è la frase più accostata ai club in difficoltà e, allo stesso modo, i trionfi della Juventus sono puntualmente accompagnati dal commento “La Juve vince perchè ha il progetto migliore e ha saputo programmare”. Frasi che vogliono dire tutto e niente, frasi che ancora una volta possono essere applicate al Tottenham di Pochettino. Forse non tutti se ne sono accorti, ma il Tottenham è la squadra migliore d’Inghilterra perchè ha il progetto migliore alle spalle. Innanzitutto l’ossatura della squadra è sempre più inglese: nel campionato che più attinge dall’estero, il Tottenham è la squadra con la minor percentuale di stranieri in rosa (13 su 22, 59,1%). Un dato destinato a diminuire, vista la propensione negli ultimi anni a lanciare talenti provenienti dal settore giovanile e di nazionalità inglese. A proposito di talenti, gli Spurs vantano anche l’età media più bassa dell’intera Premier League (24,9, con il solo portiere di riserva Vorm sopra i 30 anni). Con queste basi, Pochettino ha dovuto inchinarsi solamente al miracolato Leicester, nonostante si appresti a chiudere la stagione con la miglior difesa, il minor numero di occasioni concesse agli avversari e il maggior numero di occasioni create, il titolo di miglior attacco da contendere al Manchester City (in vantaggio per ora di un goal) e con ogni probabilità il capocannoniere del campionato, il fuoriclasse Harry Kane, un attaccante di livello che la Nazionale dei tre leoni sognava da anni. Numeri strepitosi che 99 volte su 100 portano alla vittoria del campionato, ma che non sono bastati agli Spurs per rompere con il passato, se non parzialmente con il piazzamento nei primi 3 posti che mancava dal 1990.

Futuro roseo

E’ bene che i colossi della Premier League si diano una svegliata al più presto, perchè in casa Spurs hanno intrapreso una strada che in silenzio li porterà al successo. La guida resterà quella di Mauricio Pochettino, allenatore dal sicuro avvenire cresciuto a pane e Marcelo Bielsa che ha dato al Tottenham un gioco aggressivo e spettacolare. Tanta qualità in avanti, adeguatamente supportata da cuore e muscoli dalla cintola in giù. Le super potenze guidate da sceicchi e miliardari vari dovranno cominciare a spendere i propri soldi con criterio, dato che difficilmente l’anno prossimo ci sarà un altro Leicester a spostare l’attenzione sul miracolo o sull’impresa. Anche se, a voler essere puntigliosi, parlando del Tottenham non si parla esattamente di una società facente parte dell’elite del calcio britannico, almeno per quanto riguarda le prestazioni in campionato. Con appena due campionati vinti in bacheca (l’ultimo nel 1961) una vittoria del Tottenham sarebbe stata un’impresa storica tanto quanto quella del Leicester.