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Gianluigi Buffon, Juventus
Gianluigi Buffon, Juventus
Gianluigi Buffon, Juventus
Gianluigi Buffon, Juventus

Calciatori classe privilegiata? Si, stando a quello che si intravede oggi sia fuori che dentro ai campi da gioco, senza tralasciare poi lo stato in cui versa la nostra società. L’eterno Gianluigi Buffon ha voluto dare una sua interpretazione su questo argomento ricordando i suoi inizi, la sua carriera giovanile fatta di sacrifici e scelte difficili, il tutto ovviamente in un tempo che fu, ovvero quegli anni 90′ amati e idolatrati non solo da coloro che hanno avuto il privilegio di viverli.

BUFFON E LA SUA STORIA Si è raccontato così Gianluigi Buffon, numero uno della Juventus campione d’Italia, all’ultimo appuntamento del corso allenatori del Settore Giovanile tenutosi a Vinovo: “Il percorso del settore giovanile è il più importante per la formazione di un giocatore. Diventato grande, quando mi capita di mettere in dubbio le mie capacità, faccio un salto nel passato e ripenso ai sacrifici passati. A Parma vivevo tutto di corsa, c’erano giorni in cui non avevo neanche il tempo di fare le cose più ordinarie e basilari – spiega poi sulle comodità del calciatore – Ci allenavamo nei campi di ghiaia, nel nebbione, al gelo. Questo pensiero, oggi, mi dà forza quando mi sento più appagato. Le scelte fatte a quell’età diventano decisive. I miei genitori hanno giocato un ruolo chiave nella mia crescita, mi sono fatto guidare dalla loro esperienza. Oggi forse le troppe comodità iniziali rischiano di far crollare un ragazzo alle prime difficoltà, alle prime sofferenze vere. Il consiglio per voi allenatori, dunque, è questo: siate empatici, trasmettete fiducia, ma anche un certo qual timore reverenziale“.

L’ammonimento finale assume le tinte dello specchio di un’Italia in cui la disciplina viene spesso e volentieri confusa con i maltrattamenti e l’arroganza, caratteristica questa che duole non solo al mondo del pallone quanto a tutta la società in generale.

Stefano Mastini

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