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È la sua vittoria. Bistrattato dalla stampa e dai top club per tanti anni, Claudio Ranieri ha avuto la sua rivincita trionfando con il Leicester in Premier League. Davide contro Golia, il più piccolo che batte il più forte: l’allenatore italiano ha insegnato a tutti che i risultati possono essere raggiunti con tanta dedizione e spirito di sacrificio. Il segreto di mr Ranieri è stato soprattutto quello di non modificare tantissimo l’assetto della sua squadra rispetto allo scorso anno.

Leicester e il 4-4-2 con linee strette e compiti precisi

Il tecnico italiano ha saputo dare compiti precisi ai suoi uomini puntando, in particolar modo, sulla compattezza tra i reparti optando per il 4-4-2 con linee molto strette. Ranieri ha deciso di giocarsela così contro i top club inglesi cercando di essere ordinato in fase difensiva e imprevedibile in quella offensiva con due giocatori veloci come Okazaki e Vardy. Il suo gioco si sviluppa in verticale: Kanté e Drinkwater, schierati davanti alla difesa, sono stati preziosissimi nell’arco della stagione nella zona mediana del campo a convertire rapidamente l’azione da difensiva ad offensiva. In pochi secondi il Leicester riusciva ad essere incredibilmente pericoloso con i tagli del velocista Vardy, capace da solo di mettere in difficoltà un intero reparto arretrato. Ma l’attaccante inglese era anche il primo difensore del Leicester: lui e il suo compagno di reparto, Okazaki, pressavano in maniera ossessiva i difensori avversari inducendoli a numerosi errori nell’arco di una partita.

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In occasione del match d’andata contro il Manchester United si può vedere come Vardy vada a pressare su Darmian sull’esterno compiendo uno scatto incredibile. L’attaccante inglese costringe così all’errore il terzino italiano guadagnando un calcio d’angolo.

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Un altro giocatore fondamentale nello scacchiere di Ranieri è stato N’golo Kantè. Schierato al fianco di Drinkwater in un centrocampo a due, il francese ha recuperato una miriade di palloni come si vede anche nel fotogramma  durante il match contro l’Arsenal. Bravo in fase di impostazione, incredibile in fase di non possesso: Kanté ha dato equilibrio alla squadra. Simpatico il retroscena raccontato dallo stesso allenatore italiano: “Questo ragazzo, Kanté, stava correndo così veloce che ho pensato avesse una scorta di batterie nei pantaloni. Non ha mai smesso di correre. Gli ho dovuto dire : “Hey N’Golo, rallenta. Non correre dietro al pallone ogni volta ok? Mi ha risposto: ‘Sì boss, va bene’. Dieci secondi dopo stava correndo di nuovo. Gli dissi: “Un giorno ti vedrò fare un cross e tu stesso prenderai la palla di testa”. E’ incredibile, ma non è l’unica chiave”. Un giocatore universale.

Gestione dello spogliatoio

La bravura di Ranieri è stata anche quella di mettersi a disposizione dei giocatori e non viceversa come lui stesso racconta: “Quando ho parlato con i giocatori ho capito che avevano paura del tatticismo italiano. Il calcio di un tecnico italiano vuol dire questo, tattica, cercare di impossessarsi della partita seguendo gli schemi e le idee dell’allenatore. Parlare tanto di calcio. Non mi sembravano convinti, nemmeno io lo ero. Ho molta ammirazione per chi costruisce moduli di gioco nuovi. Ho sempre pensato però che prima di tutto un buon tecnico debba impostare la squadra sulle caratteristiche dei suoi giocatori”. Il tecnico italiano è stato seguito dai propri giocatori perché non ha stravolto del tutto la loro mentalità: pochi lo avrebbero fatto. Dopo la cavalcata entusiasmante di quest’anno, quasi sicuramente Ranieri resterà ancora un altro anno sulla panchina del Leicester per giocarsi una chance anche in Champions League.

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