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Leonardo Bonucci, Juventus - Fonte Twitter account Juventus FC
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Leonardo Bonucci, Juventus – Fonte Twitter account Juventus FC

Anche il quinto campionato di serie A caratterizzato dal dominio della Juventus sul resto della compagnia, nasconde in realtà aspetti positivi, dati numerici e statistiche che, se analizzati con cura, regalano spunti interessanti e possono dare la giusta spinta per guardare al futuro con rinnovato entusiasmo. Scorrendo attentamente la classifica prima del posticipo domenicale tra Lazio e Inter, si scopriva che rispetto alla scorsa stagione, tutte le prime otto squadre della graduatoria avevano infatti migliorato la propria posizione (il successo della Lazio, con conseguente sorpasso sul Chievo Verona all’ottavo posto, cambia di poco la considerazione iniziale).

La Juventus pluriscudettata di Allegri, campione d’Italia già dopo la 35/a giornata, non è la sola ad avere più punti rispetto a un anno fa, quando chiuse a quota 87 punti (con due partite in meno, è già a 88 con Verona e Sampdoria ancora da affrontare). A far notare quanto conti il lavoro settimanale di un allenatore nel rendimento di un gruppo di giocatori considerato inadeguato, ecco il Napoli di Maurizio Sarri, al suo primo anno su una panchina di primo livello; sono proprio gli azzurri del capocannoniere Higuain, ad aver fatto registrare i progressi più evidenti in confronto all’era di Rafa Benitez. Ben 13 punti in più e tre posizioni guadagnate in classifica, con il ritorno in Champions League dalla porta principale non ancora conquistato matematicamente, vista la grande rimonta della Roma; ai giallorossi è servita la cura Spalletti, come dimostrato dai 4 punti in più rispetto ai 70 complessivi del maggio 2015. Non bastano invece all’Inter le 9 lunghezze in più per sorridere (dopo il Napoli, i nerazzurri sono la squadra ad aver segnato il miglioramento più netto dopo il deludente ottavo posto dell’ultima annata).

Chiuse quarta la Fiorentina di Montella, mettendo assieme 5 successi consecutivi in altrettante giornate e terminando così al quarto posto; Paulo Sousa ha pagato lo scotto di una rosa ridotta nel girone di ritorno, perdendo verosimilmente la possibilità di fare meglio del suo ex collega, almeno per quanto riguarda il piazzamento in classifica (mancano in realtà 4 punti per eguagliare i precedenti 64). Strepitosa stagione per il Sassuolo, da ieri sesto in classifica dopo il sorpasso sul Milan, che aveva eguagliato il suo record in serie A (49 punti) già la scorsa settimana dopo la vittoria sul Torino; dodicesimo l’anno passato, il club del patron Squinzi sogna l’Europa dall’alto dei suoi 55 punti. Fa un certo effetto scoprire che anche i rossoneri, al netto di una stagione vissuta costantemente in affanno e certamente negativa, siano già andati oltre il campionato precedente, chiuso tra l’altro in decima posizione. Nuovamente ottava dopo il 2-0 all’Inter, la Lazio si interroga sullo scarso rendimento (-18 rispetto all’exploit che garantì l’accesso ai preliminari di Champions League); proprio quella biancoceleste è la squadra ad aver fatto peggio quest’anno tra le prime otto, precedendo il Chievo Verona di Maran a quota 49, ben 6 punti più in su del torneo scorso chiuso in quattordicesima posizione.

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