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Raiola

Mino Raiola a ruota libera: in un’intervista il noto procuratore parla di Zeman, Pogba, Balotelli e Ferlaino, raccontando aneddoti della carriera.

Sky ha reso nota in anteprima l’intervista completa al re dei procuratori Mino Raiola, dopo la piccola anteprima già trapelata in mattinata. Raiola ha parlato moltissimi argomenti, e alcune dichiarazioni faranno al solito discutere.

Raiola inizia parlando di Zdenek Zeman, ex amico del procuratore: “Ci siamo un po’ persi e mai veramente ripresi. Anni fa, con un colpaccio, ottenni la procura di Nedved: quando glielo dissi sbiancò, gli rodeva che avessi trovato un giocatore ceco e temeva che qualcuno pensasse che ci guadagnava sopra. Mi disse di lasciarlo stare ma gli risposi di no, promettendogli di portarlo alla Lazio. Un giorno, per un disguido con l’intermediario, Nedved stava per andare al PSV. Lui mi telefonò e mi disse che ero un pezzo di m***a, che non avevo rispettato la parola. Poi fortunatamente si risolse tutto e Nedved andò da lui”.

Raiola prosegue parlando dell’ex presidente del Napoli Corrado Ferlaino e, più in generale, degli attuali proprietari di club italiani: “Mi ingannò: a inizio carriera mi doveva 10 miliardi di lire. Mi diede la sua parola ma non la rispettò. E mio padre diceva che la parola la ottieni un’unica volta, poi perdi il diritto di averla. In Italia il proprietario di un club non è proprietario di un c***o: ha solo una miriade di stipendi da pagare. Se la squadra vince è un eroe, se perde è un c******e. Dovrebbero prendere esempio dai proprietari del Manchester United: i Glazer non hanno messo un pound nel club ma hanno portato managerialità e strategia. Io stavo per comprare la Roma, ma volevo farla rinascere senza Totti e Unicredit non fu proprio entusiasta della cosa…”

Infine, Raiola si scatena sull’argomento in cui è di certo più ferrato: il mercato. “Pogba non andrà al Chelsea. Almeno non adesso, non voglio escludere niente. Un mio amico mi disse di seguirlo: io lo vidi giocare e me ne innamorai. Il mio mestiere è aiutare le persone a credere nell’incredibile: gestisco persone meravigliose che non sono mai uscite dalla provincia. Balotelli finito? Uno è finito solo quando è morto. Con la testa di Ibrahimovic avrebbe vinto già qualche Pallone d’Oro”.

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