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Quando si parla di Real Madrid, è consuetudine parlare anche di record. Del resto si tratta del club più celebre al mondo, che vanta un palmares spaventoso. L’ultimo record battuto dal Real però, è sicuramente il più curioso. Zinedine Zidane infatti, è il terzo allenatore nella storia della Casa Blanca a raggiungere la finale di Champions League da subentrato. La vittoria di ieri sera contro il Manchester City dunque, si carica ulteriormente di significato per il pupillo di Florentino Perez, sedutosi sulla panchina delle Merengues qualche mese fa in luogo del contestatissimo Rafa Benitez.
La conquista della finale di San Siro quindi consente al Real Madrid non solo di raggiungere il Barcellona a quota 18 finali europee, ma anche di staccare il Chelsea nel computo delle finali conquistate dopo un cambio in panchina. Ma se i Blues, che giunsero all’ultimo atto della competizione nel 2008 (Grant subentrato a Mourinho)  e nel 2012 (Di Matteo subentrato a Villas Boas), ebbero alterne fortune una volta arrivati ad un passo dal traguardo (rigori fatali contro il Manchester United nel 2008, lotteria benevola nel 2012 contro il Bayern Monaco), la buona notizia per Zidane è che i suoi predecessori hanno alzato la coppa da vincitori.

IN PRINCIPIO FU CARNIGLIA – Il primo precedente per il Real Madrid risale alla stagione 1959-1950. L’allora Coppa dei Campioni era all’inizio della propria leggendaria storia e il Real Madrid era l’assoluto dominatore della scena calcistica europea. L’argentino Luis Carniglia guidava la squadra dei fenomeni Di Stefano e Puskas già da un anno e aveva già alzato il trofeo l’anno precedente. Nel corso della stagione Carniglia lasciò la panchina a Miguel Muñoz, suo giocatore sino all’anno prima, per sette partite, salvo poi tornare giusto in tempo per vincere la sua seconda Coppa dei Campioni consecutiva, concedendosi il lusso di lasciare fuori Puskas nella finale di Bruxelles vinta 2-0 contro il Reims di Just Fontaine. Una mossa non apprezzata dal presidentissimo Santiago Bernabeu, che per questo motivo decise di cacciarlo nonostante il trionfo e di affidare la squadra a Muñoz, che divenne il primo uomo a conquistare il trofeo sia da giocatore che da allenatore (due volte in entrambi i casi). Zidane faccia mente locale prima della finale di San Siro, è il caso che Cristiano Ronaldo giochi anche con una gamba sola.

L’INIZIO DELL’ERA DEL BOSQUE – L’altro precedente fa parte invece della storia del calcio moderno, e riguarda un vero e proprio mito della panchina, Vicente del Bosque: l’attuale commissario tecnico della Spagna, con cui ha vinto una Coppa del Mondo nel 2010, ha infatti iniziato col botto la propria carriera di allenatore vincente. La stagione 1999-2000 rischiava infatti di passare alla storia come una delle peggiori di sempre nella storia del club: sotto la guida del gallese John Toshack, già vincitore della Liga ’89-’90, la squadra fatica ad ingranare. Dopo 11 giornate di campionato la panchina viene affidata a del Bosque, già in passato traghettatore del Real e destinato a ripetere l’esperienza a meno di eventi clamorosi. Ebbene, se in campionato non andò oltre al 5° posto, in Champions League trionfò sul Valencia di Cuper, dando inizio all’epopea dei Galacticos. Due anni più tardi il tecnico spagnolo concesse il bis, travolgendo il Bayer Leverkusen in finale grazie anche ad un goal da antologia segnato proprio da Zinedine Zidane.

I precedenti illustri non mancano e sono tutti incoraggianti per Zidane, ma le storie di Carniglia e del Bosque non raccontano soltanto la gioia di un trionfo, scontato o inaspettato che fosse. Raccontano soprattutto il fascino di una competizione che da oltre 60 anni fa innamorare del pallone miliardi di persone. Una competizione in cui anche il minimo dettaglio segna indelebilmente la carriera di un calciatore o di un allenatore. Del resto è lo stesso Real Madrid ad insegnarlo: basta poco per essere cacciati dopo un trionfo, ancora meno per rimanere solamente un traghettatore.

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