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Luciano Spalletti, Roma - Fonte account twitter ufficiale AS Roma
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Luciano Spalletti, Roma – Fonte account twitter ufficiale AS Roma

La Roma di Luciano Spalletti sarà impegnata domenica pomeriggio nel lunch match della 37/a giornata con il chiaro intento di vincere per mettere pressione al Napoli nella serratissima corsa al secondo posto che vale la Champions diretta. Intanto il tecnico giallorosso ha parlato ai microfoni di ‘Roma Radio’, parlando a 360° del momento della squadra. Spalletti elogia prima di tutto il guerriero della mediana Radja Nainggolan fondamentale fattore nel centrocampo romanista: “A lui piace dare un senso di guerra alla partita. È un guerriero dentro il campo e durante le gare. Gli piace far buttar via la palla agli avversari senza far loro iniziare l’azione. Si trova a suo agio, attacca tutti e può fare più battute sul pressing creando difficoltà agli altri e un po’ di vantaggio a noi ma andando al di là di El Shaarawy e di Salah bisogna che rientri velocemente. Gli si allungano le distanze per recuperare la posizione dove può fare superiorità a centrocampo con De Rossi e Strootman. Correre gli viene abbastanza facile”.

MOTIVAZIONI – Spalletti ha poi spostato il tiro sulle compagini che al momento non hanno apparentemente nulla da perdere prima di tornare sulla vittoria di Genova: “Che il nostro calcio sia corroso dalle esasperazioni lo diciamo sempre. Il fatto di potersi giocare delle partite senza la pressione del risultato ti fa esprimere meglio. Questa è la cosa più rischiosa di andare a giocare contro giocatori che hanno giocato di meno e devono esprimersi su un determinato livello per l’anno successivo. A Genova ci ha vinto solo una squadra, la Juventus. A Genova siamo molto a contatto, perché quelli che ti stanno dietro sono come gli assistenti che sono in panchina, poi sono stato anche allenatore della Sampdoria, ci sta”.

SQUADRA – Nella gara contro il Chievo torneranno alcune pedine importanti e anche Spalletti avrà più scelta: “Ci sono state delle partite in cui eravamo risicati come disponibilità per cui ora siamo ben felici. Penso che la squadra abbia fatto dei passi in avanti fondamentali. Penso che abbia proprio svoltato su quello che deve essere un modo di stare in un gruppo e essere disponibili al risultato. Questo come crescita è fondamentale. Questa sensazione di essere contenti dei successi dell’altro è qualcosa che si vede ed è importantissimo in un team”.

Due parole anche sul gioco e sullo spirito di sacrificio che deve avere la squadra nei confronti del compagno: “Recupero e gioco, che è una cosa diversa da la rendo giocabile per il compagno. Poi si va a innescare quel meccanismo del possesso palla dove si trovano le qualità che noi abbiamo. L’unico rischio nella continuità di questo possesso è di essere attratti dal metro più, quello che è successo al Bayern contro l’Atletico Madrid. Questa è la cosa più difficile: essere vogliosi di costruire, di fare, d’inventare e poi allo stesso tempo di non avere distanze e corridoi libere quando si perde palla”.

ROSA – Spalletti risponde poi alle domande sulla gestione della rosa: “Noi abbiamo nel limite del possibile anche provato qualcosa in questa metà del campionato. Alcune hanno dato esito negativo, altre positive. E son visibili a tutti. Durante il terzo tempo, ovvero il tempo che trascorriamo a Trigoria durante gli allenamenti, le sviluppiamo e poi le scelte devono essere coerenti da quello che viene lì. La formazione la devi scegliere, però se quella che scegli dà un esito positivo che dimostra che la strada da percorrere è quella, poi ci si adegua perché bisogna a esser bravi a inserirsi in quella strada lì e ad essere più bravi di quelli che la stanno percorrendo. Non ci dobbiamo preoccupare di altro che non sia il nostro lavoro. Chiedetevi di quelli che son rimasti fuori. Loro sono entrati e hanno ribaltato la partita. Il gol è vero che lo ha fatto El Shaarawy, ma Dzeko ha giocato una grande palla. Totti ha rifatto un altro grandissimo gol e ha partecipato alla manovra della squadra, ha preso punizioni ed è venuto a lottare nella nostra metà campo… è simpatico il gioco”.

L’allenatore toscano chiude con questa simpatica battuta: “Loro son contenti se non ci sono. Anzi se possono non mi invitano, come ieri al compleanno di Radja”

 

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