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Mino Raiola si racconta in un’intervista uscita oggi su “GQ”. Il più potente procuratore dei giocatori al mondo, spazia tra vari argomenti, dalla sua infanzia ai primi passi nel mondo del pallone, fino al racconto di un divertente aneddoto che vede protagonisti Ibrahimovic e Mihajlovic.

Raiola inizia parlando del suo passato e della sua infanzia: “Mi sono trasferito in Olanda sin da piccolo con la mia famiglia, mio padre aprì un ristorante e io decisi di dargli una mano, da quell’esperienza ho capito due cose importanti che adesso mi servono anche nel mio lavoro da procuratore: mai giudicare dalle apparenze e mai dare la colpa agli altri in caso di fallimento”

Raiola parla di come ha iniziato a lavorare nel mondo del calcio e lo fa raccontando tempi piuttosto lontani, quelli del Foggia di Zeman: “Mi trovavo lì anche perché mia moglie mi tormentava con Foggia, la sua città. Diventai molto amico con Casillo e Zeman, sono riuscito a portare Bryan Roy dall’Ajax. Lui se ne voleva andare appena arrivato, ma è poi diventato un idolo dei tifosi foggiani”. Con Zeman poi il rapporto si è incrinato: “Lui non voleva che io andassi via da Foggia, ma io non sono un giocatore, posso andarmene quando voglio, purtroppo poi ci siamo persi e mai ripresi veramente”. Sono tanti i nomi altisonanti di cui Raiola ne detiene la procura, fra questi c’era quello di Pavel Nedved che si intrecciò proprio con il rapporto con l’allenatore boemo: “Portai Nedved alla Lazio, lui non voleva che gli portassi un giocatore ceco perché temeva che qualcuno pensasse che ci guadagnasse e infatti decise lui lo stipendio, che era inferiore di quattro volte rispetto al resto della rosa. Poi Zoff e Cragnotti ci misero una pezza e salvarono il tutto”.

Va giù duro sulla situazione del calcio italiano: “Qualora venisse a mancare la passione della gente che tiene in vita il calcio grazie ai diritti Tv, sarebbe il disastro. La politica calcistica viene fatta per ostruire e non per costruire. Finché avremo uno come Tavecchio ci sono poche speranze, sarebbe bello se al comando ci fossero i rivoluzionari“.

Piuttosto controverso il suo rapporto con Mihajlovic, con cui finì ad insulti: “Io gli diedi del razzista e lui mi diede del pizzaiolo, ora mi sono ricreduto”. Ma il serbo, ex tecnico del Milan, ha avuto problemi anche con uno dei più potenti giocatori della scudera Raiola, e cioè Ibrahimovic: “Una volta Ibra voleva partire in macchina di notte per picchiarlo, e ora invece sono grandi amici“.

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