SHARE
Fonte: Sito ufficiale fcbari1908.com
Fonte: Sito ufficiale fcbari1908.com
Fonte: Sito ufficiale fcbari1908.com

L’8 maggio si festeggia la festa della mamma e in Italia si sa “La mamma è sempre la mamma”. Come riportato da soccerstyle24.it quindi il Bari ha voluto cogliere l’occasione per augurare, in anticipo, gli auguri a tutte le mamme, specialmente quelle dei propri giocatori. In occasione del match contro il Cagliari, perso poi per 3 a 0, la società pugliese ha deciso di stampare sotto il nome dei propri calciatori quello delle rispettive mamme. L’idea è stata ripresa originariamente dal Valencia, che aveva invece stampato il nome delle festeggiate al posto di quello degli 11 scesi in campo. I “galletti” invece hanno preferito riportare sulle divise da gioco entrambi i nomi.

In occasione dell’evento la società ha voluto poi rivolgere una propria dichiarazione d’amore a tutte le donne che hanno sempre sostenuto la carriera dei loro figli giocatori con una nota ufficiale sul proprio sito:

Quando tiravano i primi calci a un pallone e tornavano a casa con le ginocchia sbucciate, erano lì, pronte ad accogliere i loro piccoli guerrieri. Hanno asciugato lacrime, condiviso sorrisi e in molti casi li hanno visti partire ancora adolescenti per inseguire un sogno. Sono le donne della loro vita: le mamme.

Purtroppo però l’iniziativa sembra non aver portato fortuna ai pugliesi che hanno infatti rovinosamente perso per ben 3 reti a 0 l’importante match contro il Cagliari (qui l’analisi e le pagelle della gara), ora aritmeticamente promosso in Serie A. A margine della sconfitta il tecnico Camplone ha poi commentato così l’amaro risultato: “Abbiamo avuto qualche occasione da gol ma non siamo riusciti a sfruttarla poi nella foga di pareggiare abbiamo preso il secondo gol. Accettiamo questa sconfitta. Ora dobbiamo riordinare le idee e le forze. Mi spiace che oltre la sconfitta perderemo per squalifica Valiani e Sansone oltre Maniero infortunato. Dobbiamo rifare la conta e recuperare qualcuno. Ci sono sei punti a disposizione e dipende tutto da noi da quello che vogliamo fare. L’obbligo è fare punti se c’è da sacrificarsi lo faremo. Tutti dobbiamo dare di più io per primo”.

SHARE