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E’ partito in sordina, ma arrivati al termine della stagione Andrea Belotti è un serio candidato al “titolo” di italiano più prolifico della stagione. La ripresa del Torino dopo un lungo periodo di difficoltà è passata anche e soprattutto per i suoi goal, ed il suo nome è accostato alla Nazionale con sempre maggiore insistenza. Intervistato da La Stampa, il bomber granata ha ammesso di sperarci, ma di accettare una eventuale – e probabile – non chiamata da parte di Antonio Conte.

SOGNO EUROPEO –  “Impegni per giugno? Per quello del 2017, sì. Sposerò la mia Giorgia. Per questo, invece, aspetto novità. Non ho ricevuto chiamate ma tutti mi dicono che dovrei andare allo stage del 18. Penso a finire al meglio col Toro, intanto. E se poi l’Italia non arriverà, vorrà dire che dovrò impegnarmi di più per realizzare questo sogno. Il Torino? L’ho voluto fortemente, il Toro. Sapevo che sarei migliorato tantissimo e che potevo giocare le mie chance per un’annata da titolare. Al contrario di Zaza e Gabbiadini? Già: io ho fatto una scelta azzeccatissima. All’inizio ho giocato poco ma si vedeva che dovevo ancora capire. Compagni, allenatore e società mi hanno però sempre dato la tranquillità necessaria. Non segnavo eppure mi incitavano e aiutavano. Credevano che prima o poi sarei sbocciato. In effetti, ho fatto un ritorno importante e ritoccato il mio record di gol. Ora mi sento un giocatore più forte. Dove? Dappertutto. So però che posso fare meglio, anche in fase realizzativa “.

FUTURO GRANATA –  “Importanza di Ventura? Molta, per noi giovani ma non solo. Ci stimola, ci aiuta sotto ogni punto di vista. Se spero ch rimanga? Sì, mi ha dato tanto e me ne può dare ancora. Il complimento più bello che ho ricevuto? Quello che mi ha paragonato non più a un gallo bensì a un toro per quel che dimostro sul campo. È il mio modo di giocare, sono abituato a rincorrere tutti, mi trovo a mio agio e riesco a recuperare meglio. Italiano più prolifico? Sarebbe un grande onore. Mancano due partite, farò di tutto per centrare l’obiettivo. Higuain?  E’ tra i migliori centravanti del mondo. È un vero piacere vederlo. Senza quei tre turni di squalifica, avrebbe stabilito un record enorme. Spero non si rifaccia contro di noi”.

RICORDI DI PALERMO –  “Dybala?  Ha qualità straordinarie, ma non pensavo riuscisse a imporsi così in fretta. Davvero bravo. Ci vediamo a Torino? No, lui è della Juve e io sono del Toro. Guardo tanto calcio? Vero. Sono appassionatissimo e la mia ragazza mi insulta sempre. Lo vedo come un aggiornamento, cerco di carpire segreti. L’ho fatto anche nella scorsa stagione a Palermo, pur partendo quasi sempre dalla panchina. Coglievo ogni sfumatura che mi potesse far crescere. Nostalgia di Palermo? A Palermo sembrava di essere sempre in vacanza. Vivevo a Mondello, aprivo la porta di casa e c’era il mare. A Torino, però, ci troviamo benissimo. Per me è persino più facile: vengo da Bergamo, posti più tranquilli e un po’ più freddi mi vanno a genio “.

INVASIONE STRANIERA –  “Mi piace la Serie A così straniera? No. Quell’Inter-Udinese senza un italiano titolare è una macchia per il campionato. Giovani bravi ne abbiamo, manca il coraggio per farli giocare. Il Torino ce l’ha? È la filosofia di società e mister. L’ho apprezzata sulla mia pelle: altrove, forse, dopo 2-3 partite senza gol mi avrebbero accantonato. Mi sento sulla buona strada ma non mi monto la testa. Devo continuare a lavorare per migliorarmi e fare più gol possibile per il Toro e per me. Vincere col Torino? Il calcio è strano e il Leicester lo ha confermato. Se credi in quel che fai e fai le cose per bene, nessun obiettivo è precluso. Qui c’è un progetto preciso, con molti giovani appena inseriti. Si sta lavorando per crescere, in modo da poter costruire qualcosa di veramente importante. Siamo noi il futuro del Toro. Prima volta a Superga il 4 maggio? No, appena arrivato ero già salito con la mia famiglia. Da brividi. Ma il 4 maggio tutto si è elevato all’ennesima potenza, con l’unione tra tifosi e squadra nel nome di quei grandissimi campioni. È stata un’emozione unica, indimenticabile”.

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