SHARE

128 milioni di euro da recuperare da almeno dieci squadre di serie A. Questa la situazione attuale del Parma FC. Non si tratta ovviamente del Parma Calcio 1913, neopromossa in Lega Pro, ma della vecchia società guidata da Tommaso Ghirardi. La procedura fallimentare gestita dai curatori Angelo Anedda e Alberto Guiotto sta tentando di far fronte all’importante passivo e punta direttamente ai club con cui la società emiliana aveva chiuso accordi per la cessione dei calciatori, eludendo il meccanismo che vuole la presenza della Lega come garante per i pagamenti del calciomercato: “Tale recupero – scrivono in una nota i curatori fallimentari – è consentito dallo scioglimento del rapporto associativo con la Lega Calcio serie A a seguito della revoca dell’affiliazione del Parma Fc alla Federazione Italiana Gioco Calcio (Figc) intervenuta nel giugno 2015, e dalla conseguente inapplicabilità del meccani della stanza di compensazione gestito dalle Lega Nazionale Professionisti Serie A (Lnpa)”.

I curatori hanno presentato al Tribunale di Parma dieci distinte citazioni nei confronti di altrettanto squadre professionistiche di serie A e B per il recupero dei crediti. I club interessati, scrive sempre la nota dei curatori fallimentari, sono Lazio, Inter, Milan, Sassuolo, Genoa, Atalanta, Cagliari, Palermo, Frosinone e Latina. La Lazio deve 4,3 milioni soprattutto per l’acquisto di Parolo, l’Inter  ha un debito di 3,6 milioni per le operazioni Belfodil e Crisetig, il Sassuolo (3,2 milioni per Chibsah e il difensore portoghese Pedro Mendes), il Cagliari (2 milioni), il Milan (0,8 milioni ancora dovuti nell’operazione Saponara), più Atalanta, Genoa, Palermo, Frosinone e Latina per importi minori. Proprio il Latina ha come direttore generale Pietro Leonardi, ex amministratore delegato del Parma e per il quale è stata avviata un’azione di responsabilità insieme a Tommaso Ghirardi, ex patron della società, e ad altre 15 persone tra ex amministratori e sindaci. Si prova a recuperare almeno 60 milioni.

Altra operazione riguarda la cessione del centro sportivo di Collecchio con una base d’asta che era stata fissata al valore di perizia di 9,9 milioni di euro. Il disciplinare di gara assegnava al curatore la facoltà di accettare anche un’offerta di importo non inferiore ad euro 7,425 milioni. Il Centro Sportivo di Collecchio è attualmente utilizzato dal Parma Calcio 1913 che detiene sul bene un diritto di prelazione.

SHARE