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Luciano Spalletti, Roma - Fonte account twitter ufficiale AS Roma
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Luciano Spalletti, Roma – Fonte account twitter ufficiale AS Roma

Luciano Spalletti in conferenza stampa dopo aver presentato la sfida di domani pomeriggio contro il Chievo, fondamentale in chiave secondo posto, ha risposto alle domande su Edin Dzeko, titolare in una sola occasione nelle ultime sette gare: “Io parlo sempre della squadra, altrimenti si fanno differenze. Ognuno può esser parente di chi gli pare. In 17 partite s’è fatta una quarantina di gol. Di che si vuol parlare? Dzeko l’ho fatto giocare poco, è colpa mia. Altrimenti avrebbe potuto fare di più“.

Ancora su Dzeko: “Io devo vincere le partite e fare i gol. Se la squadra vince le partite e fa gol io sono a dama. Lui ha caratteristiche che altri non hanno, se riusciamo a farle funzionare all’interno di questi numeri, abbiamo possibilità in più. La prima cosa, però, sono gli obiettivi vincendo partite e facendo numeri. E quelli ci sono. Con Dzeko, avendo quella fisicità, mantenendo le stesse qualità, probabilmente possiamo mettere qualcosa di più. Però poi ci vuole il lungo periodo. Dentro questi numeri che ho citato lui c’è perché ha fatto il suo, magari non facendolo sentire così comodo, come probabilmente è successo ad altri, utilizzandolo poco. Ma è stata una scelta determinata da quello che vedo negli allenamenti. Sembrerò noioso ma devo ripetere cose dette già. Sono importanti gli atteggiamenti e i segnali che mi portano ai risultati. Io dentro la squadra non ho parenti. Io lavoro in funzione dei risultati per la Roma.”

MIRACOLO – Spalletti risponde poi alle domande sul secondo posto: “Il secondo posto sarebbe un miracolo. Il terzo posto era quasi impossibile da raggiungere per il livello dal quale siamo partiti. A questi calciatori gli va dato il grandissimo merito di aver portato a casa un risultato, in quel momento li, quasi impossibile. Sottolineiamo prima questo”.

PAREDES, SANABRIA E ITURBE – Parole anche per alcuni calciatori in prestito ma che potrebbero in futuro fare comoda alla Roma di Spalletti: “Son tre buoni giocatori, di valore lo hanno fatto vedere. Possono passare momenti più o meno positivi, ma verranno presi in considerazione e verranno guardati bene. Abbiamo uno specialista, è Sabatini, deve fare il suo lavoro e lo fa bene. Voglio vedere questo gatto maculato dove sarà. Sono esperto di animali. E’ giusto che parli di mercato, che faccia prove, indagini. Io sono dentro un’altra situazione, quella del campo. Devo far funzionare la squadra perché sono loro che determinano il risultato. Vanno fatti funzionare tutti insieme e diventa un’addizione importante”.

MENTALITA’ – In conferenza stampa si parla poi della mentalità, la stessa che avrebbe permesso alla Juventus di vincere l’ennesimo titolo: ” Mentalità è una bella parola, vanno messe sopra le qualità dei giocatori, ma devono avere anche spessore di gioco. Il carattere completa tutto. Noi sotto l’aspetto caratteriale qualche passo in avanti dobbiamo farlo. Lo abbiamo riacquisito grazie all’apporto dei calciatori che possono dare tanto. Sta migliorando anche Castan, se sta bene ti fa avvertire il livello di qualità caratteriale che serve. C’è Strootman, anche De Rossi ha fatto bene e lui ha questa qualità. Pjanic ritrovando poi la sua qualità si prende le sue responsabilità, sa essere leader di un gruppo, ne abbiamo bisogno di più di uno. Su questo dobbiamo migliorare guardando loro, oltre al numero di calciatori che hanno di un certo livello. Allegri è stato bravissimo a cambiare schema tattico della loro squadra, giocando a 3 e a 4, cambiando durante le partite, i suoi giocatori sanno mettere in pratica quello che lui chiede in un attimo. Ci sono tante squadra da cui doversi guardare e confrontare, anche il Napoli, l’Inter e il Milan sono forti, non solo quella che ti arriva davanti. Si riparte da queste squadre qui e sono tutte forti. Poi bisogna trovare la chiave per far funzionare la squadra, qualunque di queste squadre può arrivarti davanti”.

Clicca qui per leggere la prima parte

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